Commento al Vangelo di oggi

VUOI ESSERE “GRANDE” DAVANTI A DIO? FATTI “SERVO”!

Nel Vangelo di oggi (Mc 10, 32-45), assistiamo al terzo annuncio che Gesù fa, ai Dodici- e notiamo “in disparte” (v 32), della sua Passione e Morte, dove contrappone: La via della Croce, alla logica mondana, di potere, dei discepoli. Infatti, mentre Gesù annuncia la sua Passione e Morte, con tutto lo strazio di sofferenze che la caratterizzeranno (vv 33-34), Giacomo e Giovanni, cercano solo la gloria personale: “Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra” (v 37). Mentre loro due chiedono posti d’onore (Mostrando ancora, di non aver capito granché!), Gesù cammina risoluto verso Gerusalemme, consapevole del suo destino. In tal modo, sta ribaltando tutte le logiche del dominio, definendo che la vera “grandezza”, risiede nel “servizio”, e nel dono della vita. Gesù stesso ci dice: “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita il riscatto per molti” (v 45). In questo “rovesciamento” del potere, può dire ai suoi: “Tra voi però non è così…, perché chi vuole essere il primo tra voi, sarà schiavo di tutti” (v 44). La richiesta pretestuosa, ed un po’ “sfacciata”, di Giacomo e Giovanni, darà a Gesù la possibilità di approfondire, e meglio esplicitare (sempre con quella grande pazienza “educativa”, che gli è propria), quanto annunciato della sua Passione, specificando che anche loro, gli Apostoli, saranno associati ad essa. Da questo capiamo, che nessuno di noi, può “imporre” la sua volontà a Dio, ma che la nostra vera “grandezza, sta proprio nel “servizio”. Ovvero, siamo chiamati ad essere, la “Chiesa del Grembiule”, come amava ripetere, il caro don Tonino Bello. Un “servizio”, che si radica nell’imitazione di Cristo, che: “Da Dio che era, non ha disdegnato di farsi “servo” di tutti, arrivando a lavare, persino i piedi, ai suoi Apostoli. E così che il Vangelo ha capovolto il concetto di “primato” e di “potere”. Troppo spesso anche noi, ad ogni livello, siamo tentati di esercitare solo l’autorità e il potere, a discapito di una ministerialità, che deve sempre prediligere la Diaconia e il Servizio: “Servire è Regnare!”(Gen Verde). Papa Francesco, negli ultimi anni del suo Pontificato, ha tanto insistito che le nostre Comunità Parrocchiali, e la stessa Chiesa, vivessero sempre meglio lo stile della “Sinodalità”. Predisponiamoci, allora, a condividere con gli altri: Compiti e Responsabilità, ascoltando umilmente le esigenze e i suggerimenti di tutti. Non fregiamoci solo dei nostri “Titoli”, aspirando continuamente a “cariche”, o “Ruoli di prestigio” (Quanti ammalati di “Mitrìte” nella Chiesa!), mortificando tanti, che pure credono in noi, ignorando che spesso, quelli che noi “scartiamo”, dimostrano di avere capacità e generosità, molto maggiori delle nostre! Santa Teresa di Calcutta, ci ricorda che: “Il frutto della Fede, è l’Amore, il frutto dell’Amore, è il Servizio, il frutto del Servizio, è la Pace. Anche l’Evangelista Giovanni ci ricorda che: “Nessuno ha un amore più grande-di Gesù-che ha dato la sua vita per tutti noi, suoi amici” (Gv 15, 13). Ma quante volte, ahimè, nella stessa Chiesa, assistiamo a una vera e propria “strumentalizzazione”, di tante pratiche religiose, che spesso finiscono per essere solo “devozionismi fuorvianti” (Ora “vanno di moda” l’accoglienza delle tante “Reliquie” di Santi…e mi chiedo: “Ad quid?”, che rischiano solo di essere le moderne forme di “idolatria”, propinate alle nostre Comunità, solo al fine di poter acquisire più prestigio, audience, e potere. Col rischio di divenire una gara “diabolica” di competizione, anche tra le nostre Parrocchie, che finiscono per svuotare ogni nostra Celebrazione, del “profumo” del Vangelo, che si espande solo quando la nostra sequela di Cristo, sposa la logica del Servizio e della vera Testimonianza. Questo è il “Vero antipotere”, che ci ridona, in tal modo, vera credibilità! Occorre, pertanto, tornare ad “Evangelizzare” le nostre Comunità e puntare sulla “Formazione”, solo così recupereremo il Primato di Dio nella nostra vita, garanzia di ogni Serietà. A tutti auguro, una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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