“La musica che parla all’anima”: giovani e dialogo al centro della terza giornata del Patir con Brunori Sas

“La musica che parla all’anima”: giovani e dialogo al centro della terza giornata del Patir con Brunori Sas Giornate del Patir 2026 – Domenica 24 maggio –

Una giornata intensa di ascolto, riflessione e dialogo quella vissuta oggi, domenica 24 maggio, nell’ambito delle Giornate del Patir, dedicate al tema del linguaggio della musica attraverso l’incontro con il cantautore Brunori Sas. Nella suggestiva cornice dell’Abbazia del Patirion, giovani, educatori e operatori pastorali hanno condiviso un momento di confronto sui linguaggi contemporanei, sulla ricerca di autenticità e sul valore della musica come esperienza capace di parlare al cuore delle persone e di creare relazioni.

La giornata è stata coordinata con la partecipazione dell’Ufficio Diocesano Scuola, della Pastorale Vocazionale-Giovanile, delle Aggregazioni Laicali e di Rossano Purpurea, che hanno promosso un percorso di dialogo tra fede, cultura e mondo giovanile.

Particolarmente significativo il messaggio inviato dal Vescovo, presente nella giornata di ieri ma impossibilitato a partecipare personalmente all’incontro odierno per impegni precedentemente assunti. Nel suo saluto rivolto ai ragazzi e alle ragazze presenti, il Presule ha definito quella vissuta oggi «un’esperienza speciale: l’incontro con il linguaggio della musica, attraverso la sensibilità e la voce di Brunori Sas», sottolineando come si tratti di «un incontro che parla soprattutto ai giovani, ai loro sogni, alle loro inquietudini, alla ricerca di autenticità e di senso».

Richiamando il valore simbolico dell’Abbazia del Patirion, il Vescovo ha ricordato come quel luogo abbia custodito nei secoli «la forza della parola scritta, della riflessione e della memoria», spiegando che oggi, nello stesso spazio dove gli antichi monaci trascrivevano pergamene per tramandare sapere e bellezza, si incontra «un’altra forma di scrittura: quella della musica».

«Anche la musica lascia il segno» – ha scritto ancora il Vescovo – definendola «un linguaggio universale che supera i confini delle parole e parla direttamente all’anima». Una riflessione che ha posto al centro il valore umano e spirituale dell’esperienza musicale, capace di «dare voce a ciò che spesso non sappiamo dire: alle domande profonde, alle fragilità, al desiderio di amore, di pace e di felicità».

Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra musica e nuove generazioni. Nel suo messaggio il Presule ha infatti sottolineato come, «in un tempo veloce, dominato da immagini, algoritmi e comunicazioni sempre più immediate», la musica continui a rappresentare «uno dei luoghi più autentici dell’incontro umano», perché nasce «dal silenzio interiore» e conduce ciascuno a confrontarsi con se stesso.

Particolarmente forte il passaggio dedicato al tema dell’ascolto: «La musica educa all’ascolto. E ascoltare oggi è forse uno dei gesti più rivoluzionari e più necessari». Un invito rivolto soprattutto ai giovani a riscoprire la profondità delle relazioni, l’accoglienza dell’altro e la capacità di costruire legami autentici.

Nel concludere il suo messaggio, il Vescovo ha ricordato che «dalle pergamene agli algoritmi, il cuore del nostro cammino resta sempre lo stesso: custodire la magnifica umanità dell’uomo», evidenziando come nessuna tecnologia possa sostituire ciò che nasce «dal cuore, dall’immaginazione, dalla creatività e dalla profondità dell’anima umana».

L’incontro con Brunori Sas si è così trasformato in un’occasione di dialogo profondo tra arte, spiritualità e vissuto giovanile, confermando ancora una volta le Giornate del Patir come spazio privilegiato di confronto culturale e umano per il territorio e per le nuove generazioni.

La giornata è poi proseguita in un clima di fraternità e condivisione con canti e momenti ludici animati dagli stessi giovani partecipanti, segno concreto di una comunità viva, capace di esprimersi attraverso la gioia dell’incontro e della partecipazione.

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