
“SOFFIÒ E DISSE LORO: RICEVETE LO SPIRITO SANTO “!
Oggi Celebriamo la Solennità di Pentecoste (dal greco: “Pentecostè – 50º giorno), e dopo questo Tempo di 50 giorni, oggi si “compie” l’intero Tempo Pasquale. Da domani, infatti, riprenderemo a vivere il tempo della “quotidianità”, definito Liturgicamente: Tempo Ordinario. Oggi, Gesù, il Risorto, invia su Maria e gli Apostoli, riuniti nel Cenacolo, il dono dello Spirito Santo, il “Paraclìto”
(L’Advocàtus), che viene in aiuto alla nostra debolezza, per mezzo del quale possiamo gridare: “Abbà! Padre”! Dio, fonte della Vita, sin dalla Creazione dell’uomo, ha rivelato la sua “essenza”, come “Alito vivificante” (Gv 20, 20-23), quel “Soffio” (La “Rùah Jahwè”), che ci ha resi: “a sua immagine e somiglianza!” In tutta la Storia della Salvezza, è sempre presente questo “soffio vivificante” dello Spirito. Infatti, nella “pienezza dei tempi”: Lo Spirito ha “adombrato” la Vergine di Nàzareth: “La potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra” (Lc 1, 35b), rendendola “Madre” del Redentore, salvaguardandone, nel contempo, la Verginità (Che la Chiesa riconoscerà e proclamerà quale Suo Dògma: Ante- In- e Post partum!). Sarà, ancora lo Spirito, a rivelare ad Elisabetta, che Colei che sta salutando, è “la Madre del Signore”. E ed è sempre lo Spirito che “illumina”, nel Tempio, il santo Simeone, e la Profetessa Anna. È sempre Lui, che per bocca di Gesù, ancora ragazzo, parla ai Dottori della Legge.
Nondimeno, alle acque del Giordano, rivela che il “Battezzato”, è il Figlio di Dio, l’Eletto! E quante volte, da Gesù stesso, viene annunciato e promesso agli Apostoli! Sempre atteso e invocato, nel Cenacolo, dagli Undici, radunati in Preghiera, con la Madre Santissima. Oggi, giorno di Pentecoste, scende sulla Chiesa nascente, per illuminare, santificare, e fortificare: (Gv 14, 15-16. 23-26). Lo Spirito “scende”, affinché gli inviati di allora e di oggi, non si sentano soli, e
non abbiano a temere, pronti a superare le prove che li attendono, sempre pronti a dare suprema Testimonianza, di fedeltà e amore al loro Maestro, fino al dono della vita. Da quando lo Spirito Santo, ha dato origine alla Chiesa (Ed oggi è Lui che la sostiene e la difende, certi che: “Le porte degli inferi, non prevarranno su di essa” – Mt 16, 18b), tutti i “paurosi”, sono diventati araldi intrepidi, dell’Annuncio del Vangelo; Da semplici pescatori di pesci, sono diventati “pescatori di uomini”. Gli stessi “fuggiaschi” della Passione, ora gridano nelle piazze, e stanno cambiando il mondo. Purtroppo, ahimè, oggi registriamo un’inversione di tendenza: All’Alito di Vita di Dio, sta prendendo il sopravvento, lo spirito del mondo, ovvero, quella insana presunzione, che ci fa credere, di poter fare a meno di Dio. Al suo Spirito, si vuole sostituire l’intelligenza e la superbia dell’uomo, e purtroppo, stiamo registrando le terrificanti conseguenze di questo grave Peccato “contro lo Spirito Santo” (che, tuttavia, ahimè, non conoscerà “Perdono in eterno” – Mc 3, 29a). Che tristezza: Il freddo e il buio, stanno calando sul mondo! Ma in questa Celebrazione di Pentecoste, apriamoci alla Speranza, torniamo a spalancare le porte del nostro cuore, alla terza Persona della Santissima Trinità, che possa aiutarci a recuperare la “maturità” nella nostra vita di Fede, e ci aiuti a coltivare con Lui, una relazione sempre più consapevole e personale (Oggi, infatti, stiamo vivendo, proprio il suo Tempo, il Tempo della Chiesa!). Il dono, poi, della “Gossolalìa”
(dal greco: “Glossa”-Lingua, e “Lalèo”-Parlare), ovvero, parlare altre lingue, ha dato corso ad un dialogo “nuovo”. In tal senso, la Pentecoste, rappresenta il pieno recupero, ed il riscatto di “Babèle”. Siamo passati, cioè, da un dialogo “appiattito”: “Tutti erano uniti da una stessa lingua” (Gen 11, 6a), e Dio, a causa del loro Peccato, “confuse le loro lingue”, e non si capirono più l’un altro” (Gen 11, 7), oggi, invece, col dono dello Spirito, siamo passati ad un dialogo “nuovo”, arricchente, fatto da persone diverse, appartenenti a culture diverse: Sono menzionate negli Atti, persone di ben 17 nazionalità (At 2, 7-10), come a dire: tutto il mondo allora conosciuto…, e ciononostante, la comprensione dell’Unica Lingua, quella della Fede, e dell’Annuncio del Risorto, con Pietro viene resa comprensibile, a tutti i presenti (At 2, 11b). Un mondo dove il “fuoco” dello Spirito Santo, unifica e crea un dialogo “nuovo”, dove è possibile, ancora oggi “comprendersi”. Preghiamo, pertanto, il Signore: Occorre una “nuova” Pentecoste, nella Chiesa e nel Mondo, per cambiare mentalità e stile di vita! Auguri di cuore, a tutti, per una serena e Santa Pentecoste!
don Michele Romano
