“LOCUS – Il luogo in cui credere”: sport, giovani e comunità per costruire speranza


Si è svolta oggi, nella Vicaria di Terranova da Sibari, la prima giornata di “LOCUS – Il luogo in cui credere”, manifestazione sportiva ed educativa nata come frutto concreto del cammino sinodale che, negli ultimi anni, ha coinvolto istituzioni, agenzie educative del territorio e parrocchie in un percorso di ascolto, confronto e collaborazione per il bene delle nuove generazioni.

L’iniziativa rappresenta un segno significativo di sinergia tra realtà civili ed ecclesiali, unite dal desiderio di offrire ai giovani spazi autentici di crescita, relazione e partecipazione. Alla giornata inaugurale hanno preso parte sacerdoti, amministratori locali, rappresentanti delle forze dell’ordine, associazioni di volontariato, dirigenti scolastici, insegnanti e soprattutto tanti studenti delle scuole del territorio, veri protagonisti dell’evento.

Particolarmente significativa è stata la visita dell’Arcivescovo, che ha voluto incoraggiare i presenti con un intenso messaggio rivolto ai giovani e all’intera comunità. Nel suo intervento ha sottolineato il valore profondo del progetto, affermando: «Oggi non inauguriamo soltanto uno spazio. Oggi inauguriamo una possibilità. Una speranza. Un luogo che vuole diventare casa per tanti giovani e punto di riferimento per tutta la comunità».

L’Arcivescovo ha evidenziato come LOCUS nasca dal desiderio di “restituire valore agli incontri veri, alla condivisione autentica, all’ascolto reciproco e alla crescita umana e spirituale delle nuove generazioni”, in un tempo in cui spesso si è “connessi ma non davvero vicini”.

Con parole profonde e cariche di speranza, il Presule ha rivolto un invito forte a credere nei giovani: «Ogni ragazzo porta dentro di sé un talento, una luce, una vocazione unica che aspetta soltanto di essere riconosciuta e accompagnata», ricordando come nessuno possa crescere da solo e come la comunità debba essere luogo di accoglienza, sostegno e condivisione.

Ampio spazio è stato dedicato anche al valore educativo dello sport, scelto come linguaggio privilegiato per l’avvio del progetto e vissuto insieme agli studenti del Liceo “Bachelet” e delle scuole medie del territorio. «Lo sport insegna valori profondi: il rispetto delle regole, il lavoro di squadra, il sacrificio, la lealtà, la capacità di vincere senza superbia e di perdere senza arrendersi», ha ricordato l’Arcivescovo, sottolineando come tali valori aiutino i giovani a diventare uomini e donne migliori.

Il progetto “LOCUS” si propone così come uno spazio aperto e inclusivo, capace di generare relazioni autentiche, nuove opportunità educative e percorsi condivisi di futuro. Un’esperienza che dimostra come la collaborazione tra parrocchie, istituzioni e mondo della scuola possa trasformarsi in una concreta occasione di crescita per tutto il territorio.

Nel concludere il suo intervento, l’Arcivescovo ha affidato ai giovani un messaggio di incoraggiamento e fiducia: «Non smettete mai di credere nella bellezza della vostra vita. Non lasciate che la paura, l’indifferenza o il giudizio degli altri spengano i vostri sogni», augurando che LOCUS possa diventare davvero «un luogo dove si impara a credere in sé stessi, negli altri e in Dio».

La prima giornata di “LOCUS – Il luogo in cui credere” si chiude così con un forte segnale di partecipazione e speranza, ponendo le basi per un cammino condiviso che guarda con fiducia al futuro dei giovani e dell’intera comunità.

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