“Fate quello che vi dirà”: Crotone in preghiera per il Settennale della Madonna di Capo Colonna.”La fede di Maria illumina la nostra fede”. 13 Maggio 2026.
Nella Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Maurizio Aloise, la città di Crotone continua a vivere con intensa partecipazione spirituale e profonda devozione il Settennale della Madonna di Capo Colonna, evento che rappresenta il cuore della fede e dell’identità religiosa del popolo crotonese.
Nella Basilica Cattedrale si è svolta la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Maurizio Aloise, Vescovo della diocesi di Rossano-Cariati, alla presenza di sacerdoti, religiosi e di una grande assemblea di fedeli raccolti attorno alla Madre di Dio.
Nel suo saluto iniziale, l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, S.E. Mons. Alberto Torriani, ha accolto il presule ospite con parole di fraternità e gratitudine, ricordando anche il quinto anniversario della sua ordinazione episcopale, celebrato proprio il 13 maggio nella diocesi di Catanzaro-Squillace.
«Il Settennale – ha sottolineato Mons. Torriani – è un tempo di grazia che il popolo crotonese vive con fede sincera e grande amore verso la Madonna di Capo Colonna, presenza viva che accompagna il cammino della nostra Chiesa».
Al centro dell’omelia di Mons. Aloise il tema del Settennale, ispirato alle parole che Maria pronuncia alle nozze di Cana: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,5). Una riflessione intensa e profonda sulla fede della Vergine Maria, articolata attorno a tre grandi dimensioni del suo cammino spirituale.
Nel primo passaggio della sua meditazione, il Vescovo ha richiamato l’insegnamento del Concilio Vaticano II e dei Padri della Chiesa, soffermandosi sull’immagine del “nodo” della disobbedienza di Eva sciolto dall’obbedienza di Maria.
«Quando l’uomo smette di ascoltare Dio – ha affermato Mons. Aloise – il cuore si aggroviglia nella paura, nel peccato, nella divisione e nella tristezza. Maria, invece, con il suo “sì”, riapre la strada della fiducia e della salvezza».
La Vergine è stata indicata come modello di una fede autentica, capace di affidarsi a Dio anche nei momenti oscuri e incomprensibili della vita: nell’umiltà di Nazareth, nel dolore del Calvario, nel silenzio del Sabato Santo.
Il Vescovo ha inoltre ricordato come, nel corso dei secoli, generazioni di fedeli abbiano affidato alla Madonna di Capo Colonna le ferite della propria vita, le sofferenze familiari, le paure e le inquietudini del cuore, trovando in Lei conforto e speranza.
Nel secondo punto dell’omelia, Mons. Aloise ha evidenziato che Maria, attraverso la fede e l’obbedienza, ha permesso al Figlio di Dio di entrare nella storia umana.
«Maria – ha detto – ha concepito Gesù prima nella fede e poi nella carne. Tutto nasce dal suo “sì” libero e fiducioso».
Da qui l’invito rivolto ai fedeli a vivere una fede concreta e incarnata, capace di tradursi nelle scelte quotidiane, nel servizio ai poveri, nell’impegno familiare e sociale, nella testimonianza del Vangelo.
Riprendendo anche parole di Papa Leone XIV, il presule ha richiamato la necessità di superare una fede soltanto esteriore o occasionale: «La Chiesa e il mondo hanno bisogno non di cristiani abitudinari, persone che assolvono i doveri religiosi mostrando la loro fede come un’etichetta esteriore, cristiani delle occasioni, ma di uomini e donne nei quali il Vangelo prende carne».
Un forte appello è stato rivolto soprattutto ai laici perché diventino presenza viva di Cristo nei luoghi della vita quotidiana: nelle famiglie, nel lavoro, nella scuola e nella società.
Nell’ultima parte della riflessione, Mons. Aloise ha ricordato che Maria ha vissuto tutta la sua esistenza come un pellegrinaggio nella fede, seguendo il Figlio passo dopo passo.
«Maria non è rimasta ferma – ha spiegato – ma ha camminato nella fede giorno dopo giorno, diventando immagine della Chiesa pellegrina».
Seguire Cristo significa allora assumere i suoi stessi sentimenti: l’umiltà, la misericordia, la vicinanza agli ultimi e il rifiuto di ogni forma di violenza, doppiezza e mentalità mafiosa che ferisce la dignità dell’uomo.
Con particolare forza, il Vescovo ha invitato i fedeli a non vivere il Settennale soltanto come evento tradizionale o emotivo, ma come autentica esperienza di conversione e rinnovamento spirituale.
La celebrazione si è conclusa con l’affidamento dell’intera comunità crotonese alla Madonna di Capo Colonna, invocata come Madre della speranza e guida sicura del popolo di Dio.

