
GESÙ, NECESSITA DELLA NOSTRA COLLABORAZIONE.
Nel brano del Vangelo di oggi (Gv 6, 1-15), c’è un riferimento esplicito alla (seconda) Pasqua di Gesù (v 4), in prossimità della quale, è collocato l’odierno episodio della moltiplicazione dei pani, che, diventa “Icòna” della nuova Pasqua e del nuovo Pane: Il Corpo stesso di Cristo, che ci sostiene nel nostro camino terreno, verso la mèta eterna: la nostra Pasqua definitiva! Il capitolo 6, detto anche: “del Pane di Vita”, è uno dei Testi più densi e significativi di tutto il Vangelo di Giovanni, e si articola in 4 parti. Noi, oggi, approfonderemo solo la prima parte: i vv 1-15. Mentre per i Sinottici, l’interrogativo è posto dai discepoli, qui è Gesù che mette alla prova i suoi, chiedendo a Filippo: “Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?” (v 5b). È una folla enorme ed entusiasta, che segue Gesù, senza mettere in conto la stanchezza, o la necessità, ad un certo punto, di mangiare qualcosa, pur trovandosi in un luogo, in cui non era possibile rifornirsi. Parliamo di circa 5000 uomini (e penso, che almeno al doppio, dovevano essere le donne e i bambini), una moltitudine che ancora una volta, commuove il Cuore di Gesù, che sa cogliere, oltre il bisogno fisico, quella fame profonda, che vive nel cuore di ogni uomo: Fame di Valori, la “Fame stessa di Dio”. Ed è proprio questa “Fame di Dio”, che principalmente Gesù vuole soddisfare, e che, in definitiva, determinerà il Miracolo. Una moltitudine prodigiosa, che tuttavia, sa far tesoro di quei pochi pani e pesci, e si sfamano tutti, senza esaurirsi, tant’è che i discepoli, “riempirono 12 canestri con i pezzi dei 5 pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato” (v 13). Questo Miracolo, che premia la Fede generosa di questa gente, diventa anche, un “Segno eloquente “, che preannuncia l’altro Pane che Gesù ci darà: la Santa Eucarestia, il Pane di Vita eterna! Tuttavia, questo Miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, del Vangelo di oggi, è, indubbiamente, un fatto strepitoso, ma non assolutamente nuovo: Un episodio analogo, si legge, infatti, nel 2º Libro dei Re, ad opera del Profeta Elisèo (2Re 4, 42-44). Una comune Riflessione, a questo punto, si impone: Pensiamo alle “Moltitudini”, che ancora oggi – nel nostro mondo – non hanno un nutrimento sufficiente ed adeguato: Bambini che muoiono per denutrizione! Ebbene, l’Insegnamento. Del Vangelo è chiaro: Gesù, per sfamare la folla, si fa aiutare dei discepoli, necessita della loro collaborazione. Oggi chiedi a noi, uomini del 3º millennio, che abbiamo in mano le sorti di tanti altri nostri fratelli, che possiamo e dobbiamo, poter sfamare, distribuendo le nostre ricchezze, e trovare soluzioni giuste alle tante situazioni disumane, che ancora registriamo nel nostro presente! Un giorno Dio, ahimè, ce ne chiederà conto! Certo, per la fame “fisica”, è più facile trovare soluzioni, ma per l’altra fame, quella di Dio e del suo Amore, è necessario il Miracolo del “Pane”, trasformato da Cristo, nel suo Corpo e nel suo Sangue, il “Solo” capace di saziare definitivamente la Fame “Spirituale” dell’uomo, capace, cioè, di trsformarci interiormente, e renderci veramente fratelli, mettendoci in comunione gli uni con gli altri. Con questo suo Miracolo, oggi Gesù, ci fa entrare in una logica di gratuità e sovrabbondanza, facendoci superare ogni nostra logica di calcolo, puramente umana: “5 pani d’orzo e 2 pesci, ma che cos’è questo per tanta gente…?”, sempre tentati di misurare, e calcolare le forze, i mezzi, ecc., senza calcolare che Gesù, in quel momento, voleva solo mettere alla prova la Fede degli Apostoli, perché Lui sapeva esattamente ciò che stava per compiere! Un episodio che, in definitiva, insegna che anche quando noi siano nella prova, dobbiamo saper sempre scommettere su Gesù, ed allora sì, che il “Nutrimento”, per noi e per gli altri, diventerà “sovrabbondante!” Auguri di poter sempre accrescere la nostra Fede, da coltivare in questo Tempo Pasquale.
don Michele Romano
