Celebrazione della Solennità della Divina Misericordia e preghiera per la Pace nella Cattedrale di Rossano. Testimoni di misericordia e strumenti di pace: la missione dei gruppi diocesani


Rossano 11 Aprile 2026– In un clima di profonda fede e partecipazione, si è svolta presso la Cattedrale di Rossano la solenne celebrazione della II Domenica di Pasqua, dedicata alla Divina Misericordia, unita alla preghiera per la pace nel mondo, in comunione con l’iniziativa promossa dal Santo Padre, Papa Leone XIV.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta dall’Arcivescovo, alla presenza dei gruppi della Divina Misericordia provenienti da tutta la diocesi, di numerosi fedeli appartenenti a diverse comunità parrocchiali, dell’assistente ecclesiastico don Clemente Caruso e della Rappresentante laicale dei gruppi.

Momento particolarmente significativo della liturgia è stata la consegna ufficiale degli statuti definitivi dei gruppi della Divina Misericordia, avvenuta dalle mani dell’Arcivescovo. Un gesto che segna il compimento di un cammino triennale di formazione e crescita ecclesiale. I membri dei gruppi hanno inoltre rinnovato il loro impegno attraverso l’atto di consacrazione, promettendo di vivere nella Chiesa la Parola del Signore, sostenuti dal Magistero e nella piena comunione ecclesiale.

Nel corso dell’omelia, l’Arcivescovo ha richiamato il significato profondo della Domenica della Divina Misericordia, sottolineando come il Vangelo presenti i discepoli chiusi nella paura, trasformati però dall’incontro con Cristo Risorto che entra a porte chiuse portando pace e perdono. Un invito rivolto a tutti i fedeli ad aprire il cuore alla misericordia di Dio, che non si stanca mai di cercare l’uomo.

Rivolgendosi in particolare ai gruppi della Divina Misericordia, l’Arcivescovo ha evidenziato come la loro missione sia quella di essere segno concreto di speranza, pace e riconciliazione nella Chiesa e nel mondo. Ha inoltre indicato i quattro pilastri della vita cristiana, tratti dagli Atti degli Apostoli: l’ascolto della Parola, la comunione fraterna, l’Eucaristia e la preghiera, come fondamento autentico della loro spiritualità.
L’Arcivescovo ha esortato i gruppi dicendo che “la vostra devozione alla Divina Misericordia non può ridursi a un semplice sentimento: essa deve affondare le sue radici (radicata) nel Vangelo, essere custodita dalla Tradizione viva della Chiesa ed essere vissuta in piena comunione ecclesiale. ‘Nell’insegnamento degli apostoli’ significa proprio questo: lasciarsi formare dalla Parola di Dio, accolta nella Chiesa e interpretata dal suo Magistero perché la misericordia che annunciate sia autentica, solida e veramente evangelica”.

Non è mancato un forte richiamo al tema della pace. In comunione con la preghiera universale del Papa, l’assemblea ha elevato una supplica accorata per la fine dei conflitti e per la conversione dei cuori. L’Arcivescovo ha ricordato che la vera pace nasce dalla misericordia, dal perdono e dalla riconciliazione, e ha invitato tutti a non rimanere indifferenti davanti alle sofferenze causate dalla guerra.
La celebrazione si è conclusa con una preghiera corale affinché il Signore renda ogni comunità strumento di pace, capace di testimoniare con gioia il Vangelo della misericordia.

Un momento di grazia per tutta la diocesi, che guarda al futuro con rinnovata speranza, affidandosi alla Vergine Maria, Madre della Misericordia.

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