Commento al Vangelo di oggi

IL “GRANDE MANDATO”: ANDATE…, E PROCLAMATE IL VANGELO.

La pagina del Vangelo di oggi (Mc 16, 9-15), ci mostra tutta la “pazienza” del Signore, di fronte alla nostra “incredulità”. La “durezza” di Cuore, che Gesù improvera ai discepoli, è permeata, ahimè, di un carattere “duraturo”, raggiunge, cioè, anche noi tutti, oggi. Tuttavia, questo, in maniera del tutto singolare, offre all’Evangelista Marco, una grande opportunità. Lui non presta il fianco, a coloro che sostengono che la Risurrezione di Gesù, sia stata una “menzogna”, messa in giro dai suoi stessi discepoli. Infatti, nel suo Vangelo:
-Non vengono riportate le prime testimonianze della Tomba vuota;
-La stessa Maddalena, che pure è stata la prima a vedere Gesù Risorto, non è creduta (v 11);
-Allo stesso modo, non vengono creduti, neanche i due discepoli di Èmmaus (v 13); -Infine, vediamo che Gesù stesso, deve rimproverare gli Undici, per la loro incredulità (v 14). È naturale, quindi, concludere: Altro che “Inventori”!
La Risurrezione di Cristo, è un fatto “reale”, “corporeo”, come del resto lo fu, anche la sua Morte. La prova più certa, rimane sempre, il Sepolcro “vuoto”, testimoniata da tutt’e quattro gli Evangelisti, ma e’ soprattutto l’incontro con il Risorto, che non è un “fantasma”, ma che ha “carne e ossa”, come hanno potuto constatare i Discepoli, che davanti a loro, mangiò finanche, una porzione di “pesce arrostito” (Lc 24, 42-43). Certo è, che prima di essere “apostoli” del nostro tempo, dobbiamo avere contezza, che siamo “peccatori”: -“Salvati” come la Maddalena; -Pellegrini smarriti e cercatori di Verità, come i Discepoli di Èmmaus;
-Un popolo docile, disposto a farsi guidare dal Buon Pastore;
-Infedeli incalliti, ma che si riconoscono, perché hanno una “crepa aperta”, che diventa “feritoia”, dove lasciar passare almeno un “fascio di Luce”. Giorno dopo giorno, è necessario fare esperienza di incontro con il Vivente. Solo così, potremo entrare nella logica della “Croce Fiorita”, che ci permetterà di leggere, nelle “piaghe” del Signore, il rifiorire in noi, di una nuova Vita. Al di là, degli altri racconti Pasquali, riportati nel suo Vangelo, che sono una specie di riassunto, delle Apparizioni del Risorto, presenti negli altri Sinottici (in effetti, il Vangelo secondo Marco, si conclude “bruscamente”, con le donne che si allontanano dal Sepolcro, intimorite e senza dire nulla…!), c’è da chiedersi: Perché Marco conclude il suo Vangelo, senza il racconto delle Apparizioni del Risorto? Ci sono tante teorie in merito, a me, tuttavia, piace riportare, le due più accreditate:
1-Il suo Vangelo, è caratterizzato dal grande “Segreto Messianico”; 2-Marco, non riporta le “Apparizioni”, presenti nei Sinottici, perché invita ciascuno di noi, a fare “personale esperienza” del Risorto, nella nostra vita interiore. Le ultime parole di Gesù: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura” (v 15), fanno, di ogni Cristiano, anche oggi, nella Chiesa, un suo “missionario”, dinamico e credibile. C’è, però, chi ha simpaticamente scritto: “Gesù, non ha bisogno di “mummie”, pur se piene di dottrina inviolabile, ma di “Inviati” nel mondo, per annunciare il suo Vangelo: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20, 21). Auguro a tutti, un buon Sabato “In Albis!”

don Michele Romano

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