Commento al Vangelo della notte di Pasqua

La Pasqua, è il cuore della nostra Fede: “Cristo, nostra Pasqua, è risorto. Alleluia!” Questo gioioso Annuncio, contenuto nel Vangelo secondo Matteo (Mt 28, 1-10) e Luca (Lc 24, 5-6), è consegnato dall’Angelo alle donne: Maria di Màgdala e l’altra Maria, giunte al Sepolcro la mattina di Pasqua! È la conferma che Gesù, il Crocifisso, “è risorto come aveva detto” (v 6a), lasciando il sepolcro vuoto, e vincendo la morte. La Chiesa, ha scommesso tutto, sulla Testimonianza della Risurrezione di Gesù. Il suo “Annuncio”, risuonerà per sempre, perché Dio, che lo ha fatto Risorgere, lo ha anche costituito “Signore e Cristo” (At 2, 36). San Paolo ce lo conferma chiaramente: “Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede…! Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti” (1Cor 15, 14.20). La Risurrezione di Gesù, rimane sempre “l’Evento più sconvolgente della Storia” (Terremoto – Angelo – Aspetto come folgore…!), che ha trasformato il lutto delle donne, in gioia “missionaria!”: “Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti…” (v 7a). Punti chiave del racconto, che necessitano di un opportuno commento biblico, sono:
1)- “Il CONTESTO: (v 1): È l’alba del primo giorno dopo il sabato, simbolo della “nuova” Creazione. Oggi per noi Cristiani, questo giorno, è la Domenica (“Dies Dominicus”) – “Giorno del Signore”, ovvero- Primo – non ultimo giorno della Settimana. Le donne che vanno, senza alcuna speranza, a visitare la tomba, evidenziano, inoltre, che la Risurrezione, è un’iniziativa Divina, del tutto inaspettata!
2)- “Il TERREMOTO e L’ANGELO” (vv 2-4). Il terremoto, simboleggia l’intervento di Dio nella Storia. Mentre l’Angelo, con aspetto di folgore, notiamo che, non apre la tomba per far uscire Gesù, ma per mostrare che è vuota! Le Guardie, poi, rappresentanti del potere mondano, paralizzate dalla paura (“rimasero come morte” – v 4b), ovvero, si comportano come morti, in contrasto con le donne, che incontrano la vita!
3)- “L’ANNUNCIO e IL MANDATO” (vv 5-7): “Non temete”. L’Angelo invita a cercare Gesù, non tra i morti, ma nel luogo della vita e della quotidianità!
“Vi precede in Galilea”, indica quella regione “pagana”, dove tutto era iniziato, e dalla quale Gesù intende ripartire, facendone un luogo di missione e non di chiusura, confermando che il perdono e il discepolato ricominciano. 4) “L’INCONTRO CON IL RISORTO” (vv 8- 10). Le donne provano “timore e gioia grande”: Reazione tipica di fronte al divino! Notiamo anche, che è Gesù, che va loro incontro, confermando che la Risurrezione, è relazione personale!
L’Adorazione e l’abbraccio ai piedi, evidenziano (a conferma!), la “realtà Corporea” del Risorto. Gesù infine, definisce i Discepoli, come “i miei fratelli”, sigillando così, la “nuova Alleanza!
5)- “IL TEMA DELLA GALILEA”: “Vi precede in Galilea, là lo vedrete” (v 7b). La Galilea (lett. “curva” – “anello d’amore”), diventa così luogo della Missione e dell’incontro d’Amore con Gesù (e non della città “assassina” di Gerusalemme), luogo dove la Chiesa, è inviata a vivere la sua Missione, condividendo la gioia di Cristo, che “simbolicamente”, viene a metterci “l’anello del matrimonio” per sempre: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20). Sarà stata certamente, questa Fede, nella perdurante Divina presenza di Gesù nella sua Chiesa, a spiegare l’omissione del Racconto dell’Ascensione, nel Vangelo secondo Matteo. La Pasqua, è la vittoria della Luce sulle Tenebre, portatrice di un messaggio universale: La Speranza dopo il dolore, la Rinascita dopo la crisi. Che questa “Notte Santa”, possa essere l’Augurio più bello, per una vera “Rinascita” di un Mondo, il nostro, segnato da guerre, divisioni ed incertezze, e che la Gioia del Risorto, possa risuonare con forza nei nostri Cuori, come un invito alla Pace, alla Riconciliazione e alla fiducia nella sua Luce. Mi piace concludere, questa nostra Riflessione, con quanto – in modo beneaugurale – ha scritto, a tal proposito, un insigne Saggio: “Come ogni Inverno può finire, così, in ogni cuore, può sbocciare una Primavera! Auguri, pertanto, di una buona e santa Pasqua a voi tutti.

don Michele Romano

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