Commento al Vangelo di oggi

LA “LAVANDA DEI PIEDI”: UNA “LECTIO MAGISTRALIS”, DI GESÙ “MAESTRO”!

Gesù, la sera prima della sua Passione, compie due “Gesti”, che costituiscono una chiave di lettura, della sua Passione: L’Istituzione dell’Eucarestia – ricordata da San Paolo, nella prima Lettera ai Corinzi (1Cor 11, 23-35), e dai Vangeli
Sinottici (Mt 26, 26-29; Mc 14, 22-25; Lc 22, 15-20), e la Lavanda dei piedi, riportata dal Vangelo di oggi (Gv 13, 1-15), ed echeggiata indirettamente da Luca (Lc 22, 24-30). Nella Celebrazione Eucaristica di oggi, la Chiesa ci offre proprio questi due Brani (1Cor 11 e Gv 13), e i due Gesti: La Lavanda dei piedi, e l’Eucarestia, perché sono “Gesti” che vanno insieme, ed insieme ci offrono la chiave di lettura, per comprendere il grande Valore del Mistero Pasquale. Anche se Giovanni, non ci racconta l’Istituzione dell’Eucarestia, tuttavia, il suo Vangelo trova conferma in Gesù, come “Pane di Vita”, in tutto il capitolo 6º, del suo Vangelo (Gv 6, 22-58). Invece il Gesto di Amore, che riporta nel suo Vangelo, è soprattutto quello della Lavanda dei piedi. Interessante notare, che tutto questo, avviene durante la Cena, quando Giuda è ancora presente! Gesù, quindi, lava anche i piedi del proprio traditore! La Lavanda dei piedi, rappresenta pertanto, una vera e propria “Lectio Magistralis” di Gesù, un Atto “simbolico”, che riassume l’intera Missione e Teologia di Cristo, prima della sua Passione. Stasera, vedremo, Gesù non pronuncia alcun Discorso, ma fa di meglio: “Insegna”, attraverso un “gesto” singolare! Un gesto che all’epoca, era destinato ai Servi o agli Schiavi! In tal modo, Gesù, va a “rovesciare”, quelle che sono le nostre “logiche” del potere umano, dimostrandoci che la vera grandezza, risiede nel servizio (Oggi – il caro don Tonino Bello, direbbe – anche noi siamo chiamati ad essere, la “Chiesa del Grembiule!”). In questo “ribaltamento” dei ruoli, Gesù, pur essendo: “Il Maestro e il Signore”, notiamo che questo, è l’unico momento in cui Gesù, accetta un complimento: “Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono” – v13), proprio perché, in questo momento, assume il ruolo dello “Schiavo”, che “spogliandosi delle vesti, si inginocchia davanti ai suoi Discepoli e lava i loro piedi – sporchi di umanità – purificandoli. Da qui nasce il “Mandato Apostolico” del servizio reciproco! Infatti, Gesù dirà loro espressamente: “Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi…, Anche voi dovete lavare i piedi, gli uni agli altri” (vv 14b-15a). Pietro, inizialmente scandalizzato, si oppone a Gesù, dicendo: “Tu non mi laverai i piedi in eterno” (v 8a)! Ma quando Gesù, gli fa capire che, senza questo gesto: “Non avrà parte con lui!”, Pietro accoglie subito il suo invito: “Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo” (v 9). È importante anche notare, come nel “Mandato” di Gesù, venga usato chiaramente, il verbo “Dovete” (v14b), come a dire: Non si tratta solo di un “esempio” che Gesù ci ha dato, ma di un vero e proprio “comando”
(“dovete”), a vivere quella che è, la “piena comunione” nell’umiltà, mettendosi al servizio reciproco. Questo “Segno Magistrale” di Gesù, si svolge proprio nel contesto dell’Ultima Cena, come a voler legare strettamente: il Sacramento dell’Eucarestia, (Il Pane “spezzato”), al Sacramento del Servizio (“Chi non vive per servire – amava ripetere don Tonino Bello -, non serve per vivere!), sapendo riconoscere la dignità dei nostri fratelli, e chinarsi sulle loro povertà. La Liturgia di questa sera, che ci invita a riflettere su questi due grandi Comandamenti: L’Amore a Dio (la Santa Eucarestia) e l’Amore ai Fratelli: “Vi dò un omandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi, così amatevi anche voi, gli uni gli altri” (Gv 13, 34), ci inducono a chiederci:
Dio, fattosi Uomo, in Gesù, il Signore dell’Universo, che sceglie di farsi “Servo”, invece di “Padrone”, un Amore caratterizzato dal “Servizio”, ecco: Cosa provoca in me, tutto questo? È sufficiente a scardinare ogni mia resistenza ed atteggiamento egoistico, per vivere anch’io nella pienezza di un Amore, sempre più umile e gratuito? Auguro a tutti di cuore, di vivere con grande Fede, questo Triduo Pasquale.

don Michele Romano

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