
GIUDA: FRATELLO NOSTRO…!
“PERCHÉ” ?
Nelle tre Scene che oggi ci presenta il Vangelo (Mt 26, 14-25): -Il Tradimento di Giuda; –
I preparativi per celebrare la Pasqua; – E la Cena con i Dodici, c’è un verbo, assai importante: “Consegnare”
(in greco: “Paradìdomi”), ripetuto ben sei volte, e che funge da collegamento tra questi tre momenti:
1)- Quando
Giuda “consegna” Gesù; 2)- Pasqua – dove Gesù “dà” (cioè, “consegna”!) la sua vita;
3)- L’Ultima Cena, con la “consegna” di Gesù, che si adempirà sulla Croce. Ma è sempre, l’Ultima Cena, quella che ci interroga maggiormente. Proviamo ad immaginare lo stato d’animo, angosciato di Gesù: “In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà” (v 20). Queste parole, consideriamole rivolte, oltre che a Giuda, anche a ciascuno di noi, perché ci invitano ad un serio esame di coscienza! Consapevoli della nostra personale responsabilità, davanti a Dio, chiediamoci, con sincerità di cuore: Quante volte, e a che prezzo, anche noi, oggi, “(s)vendiamo” Cristo? Interroghiamoci sulla purezza della nostra Fede, sulla fedeltà alla sua Parola, sull’autenticità del nostro Amore ai fratelli. Certo è, che agli altri possiamo anche nascondere, le nostre malefatte, ma non certamente a Dio, che “vede”, e sa tutto di noi: “O Signore, tu mi scruti e mi conosci…, Intendi da lontano i miei pensieri” (Sal 139, 1-2). Solo quando con umiltà e sincerità, avremo riconosciuto i nostri peccati e le nostre debolezze, potremo guardare a Cristo, e chiedergli: “Signore, sono forse io?” (v 22), e Gesù ci risponderà:”__, questo spazio, è giusto per apporre il nostro nome…), quello che vuoi fare, fallo presto!” Quasi a volerci dire: Tu non fare, ahimè, come ha fatto Giuda. Tu lasciati riconciliare con Dio. Ritorna a Lui, ri-troverai te stesso e la tua pace interiore. Lui mi ha venduto per 30 denari, ma forse in cuor suo, voleva solo forzare la mano, favorendo solo un incontro col Sinèdrio, ma poi, di fronte all’arresto e alla condanna, ha toccato con mano il suo fallimento, e non trovando più il coraggio di ritornare da me, ha pensato di farla finita! Tu non cedere, come ha fatto lui, all’avidità del denaro, perché – ci ricorda anche San Paolo – “L’attaccamento al denaro, è la radice di tutti i mali” (1Tm 6, 10). La stessa domanda di Giuda: “Sono forse io, Signore.
?” (v 22), è indice di un sentire comune, perché in fondo, ognuno di noi, si sente capace di “tradire”. Nondimeno, lo stesso rammarico di Gesù, su Giuda: “Il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!” (V 24), questo suo dire, non è da considerare una profezia sulla sua eterna dannazione, ma un invito ad eseminare la propria coscienza. Infatti, la stessa risposta di Gesù, alla sua domanda, è emblematica: “Tu lo hai detto?” (v 25b)- (Risposta similare data al Sommo Sacerdote Càifa), come a dire: “Scegli tu Giuda, se continuare su questa strada; Sei tu che dici di essere un traditore! Io non credo che tu lo sia! Non crederci nemmeno tu! Non cedere allo scoraggiamento, non darla vinta al nostro comune “Nemico”. In questa Settimana Santa, cosi’ intensa ed importante, vigiliamo su noi stessi, chiamati, oggi, nella Chiesa fra i discepoli, ad essere coloro che hanno avuto la grazia e l’onore di essere stati scelti, per seguire il Signore. Rinnovo ogni augurio, per una serena ed intensa – Santa Settimana!
don Michele Romano
