Rossano, 31 marzo 2026 – Si è svolta oggi, nella Cattedrale di Rossano, la solenne liturgia penitenziale comunitaria di Quaresima, presieduta dall’Arcivescovo, alla presenza di numerosi fedeli convenuti per vivere un intenso momento di preghiera, ascolto e riconciliazione in preparazione alla Settimana Santa.
Nel corso della celebrazione, l’Arcivescovo ha offerto una profonda riflessione, richiamando il significato autentico del tempo quaresimale: non un semplice periodo di rinunce o di impegno morale, ma un ritorno all’amore di Dio. Un tempo che, come ricordato, presenta un duplice volto inscindibile: memoria del Battesimo e cammino di conversione.
Al centro dell’omelia, l’immagine di Dio Padre delineata dal profeta Osea: un Dio tenero e compassionevole, che si prende cura del suo popolo con amore paterno. «Il mio cuore si commuove dentro di me» – ha ricordato l’Arcivescovo – è l’espressione di un Dio che si lascia toccare e che non si stanca mai di amare, nonostante le infedeltà dell’uomo.
La riflessione ha evidenziato come la penitenza debba essere compresa non come un peso, ma come un ritorno fiducioso al Signore: un riconoscimento della propria fragilità e, al tempo stesso, della certezza della misericordia divina. «Con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione»: nessun peccato, è stato sottolineato, è più grande del perdono di Dio.
Richiamando le parole di San Paolo, l’Arcivescovo ha ribadito l’identità profonda del cristiano: non schiavo né semplice peccatore, ma figlio amato, chiamato a vivere nella relazione filiale con Dio. La conversione, dunque, è un ritorno alla propria verità più autentica: riscoprirsi figli.
Un passaggio significativo è stato dedicato anche al tema del perdono reciproco, alla luce del Vangelo: non si può accogliere il perdono di Dio senza essere disposti a donarlo agli altri. La Quaresima diventa così occasione concreta per sanare relazioni ferite e superare chiusure del cuore.
L’Arcivescovo ha quindi invitato i fedeli a vivere con sincerità e fiducia l’incontro personale con la misericordia di Dio nel sacramento della Riconciliazione, ricordando che nel confessionale non si incontra un giudice severo, ma un Padre che accoglie, rialza e restituisce dignità.
La celebrazione si è conclusa con un forte invito a proseguire il cammino quaresimale attraverso l’ascolto della Parola, la preghiera, la conversione concreta e il perdono, per giungere riconciliati alla celebrazione del mistero pasquale, «l’amore che vince il peccato e la morte».
Un momento di grazia e di rinnovamento spirituale che ha segnato profondamente la comunità diocesana, chiamata a prepararsi con cuore rinnovato alla Pasqua del Signore.

