​Il Vescovo Aloise ha incontrato i membri della Curia e degli uffici pastorali per un momento di preghiera e riflessione in preparazione alla Pasqua

​Il Vescovo Aloise ha incontrato i membri della Curia e degli uffici pastorali per un momento di preghiera e riflessione in preparazione alla Pasqua. Il cuore del suo intervento non è stato un bilancio operativo, ma un invito a “rientrare nel cuore” attraverso le “nude domande” del Vangelo, per evitare che il servizio ecclesiale diventi pura gestione burocratica o abitudine.

​Il Vescovo ha articolato il suo pensiero attorno ad alcune domande evangeliche cruciali, trasformandole in un itinerario di revisione di vita e di ministero:
​L’Intenzione Originaria (“Che cosa cercate?”): Un richiamo a ritrovare la motivazione profonda del proprio lavoro, distinguendo tra la ricerca di risultati e riconoscimenti e la vera ricerca del Signore.
​Il Superamento delle Paure (“Perché avete paura?”): Un’analisi delle resistenze e della stanchezza che possono irrigidire il servizio, invitando a non temere il nuovo e a non perdere il “sapore” del Vangelo.
​La Centralità di Cristo (“Chi sono io per voi?”): Il Vescovo ha ribadito che l’efficienza organizzativa non deve mai oscurare la relazione viva con Cristo, che deve rimanere il centro reale di ogni ufficio.
​Lo Sguardo Pastorale (“Vedi questa donna?”): Un invito a passare dal semplice “guardare” al “vedere” l’altro, trasformando la Curia da luogo di gestione a luogo di incontro, accoglienza e compassione.
​La Logica del Poco (“Quanti pani avete?”): Un’esortazione a non farsi bloccare dalla scarsità di risorse, ma a valorizzare e consegnare con fiducia quel poco che si ha.
​Il Primato dell’Amore (“Mi ami tu?”): La domanda finale che definisce la fecondità di ogni incarico: il servizio è autentico solo se radicato nell’amore, non solo nell’efficienza.
​Il Vescovo ha concluso richiamando la figura di Maria e il suo “Eccomi”, invitando i collaboratori ad accettare di non avere tutto sotto controllo e a lasciare spazio all’azione dello Spirito Santo.
​L’augurio per la Pasqua è quello di vivere una “trasformazione” interiore: che queste domande spoglino il servizio dal superfluo per renderlo più umile, evangelico e vero, permettendo a tutti di testimoniare non solo una celebrazione, ma una “vita nuova”.

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