
BETÀNIA: MARIA ED IL SUO PROFUMO DI VITA !
L’Unzione di Betània, narrata oggi nel Vangelo secondo Giovanni (Gv 12, 1-11), è un atto di Amore supremo, compiuto da Maria, sorella di Làzzaro, che unge i piedi di Gesù, con un profumo assai prezioso: “Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli…”
(v 3a), un gesto che consacra Gesù come Messia, prima della Pasqua, un gesto, che se vogliamo, simboleggia Il dono totale di sé, esprimendo grande Fede ed Umiltà (“Cosparse i piedi”). Alla logica utilitaristica di Giuda che, quale “custode della cassa” degli Apostoli, reagisce: “Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si è dato ai poveri?” (v 5), immediata è stata la risposta di Giovanni: “Disse questo perché era un ladro…” (v6), ancor prima che Gesù precisasse: “Lasciala fare…! I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me!” (vv 7-8), superando in tal modo, la pur importante elemosina occasionale, in favore di una condivisione duratura. Tutto questo dovrebbe aiutarci a riflettere, sul vero significato della nostra Fede: Imparare a viverla sempre come “spreco” di un Amore profumato e permeante, piuttosto che come un misero “calcolo”. Con il suo meraviglioso gesto, Maria, è come se avesse voluto dire a Gesù: “Non sei solo nella tua Passione, io sono con te come discepola…!” Il gesto, poi, di cospargere i piedi ed asciugarli con i suoi capelli, è stato davvero coraggioso, se pensiamo che in Oriente, le donne non potevano mai entrare con i capelli sciolti, perché solo il marito poteva vedere i capelli della sua donna. Quindi, presumiamo che Maria, per asciugare con i capelli, i piedi di Gesù (gesto che facevano i servi, ed è quello che poi farà Gesù nell’Ultima Cena, ai suoi Discepoli), si sia “sciolta i capelli”, gesto tipico della Sposa davanti allo Sposo, metàfora di un Atto di consacrazione “nuziale”. Maria non asciuga, tuttavia, i piedi dalle lacrime, come la prostituta di Luca 7, in casa di Simone il Fariseo, bensì Maria qui, asciuga i piedi di Gesù, dall’ unguento sovrabbondante, che ne fluisce. Lo stesso Unguento, perciò, profuma sia i piedi dello Sposo, che il capo della Sposa. È anche importante notare come il luogo di questa Unzione “nuziale” per la vita, non sia il Tempio, ma la “casa”, a Betània, che lett. significa: “Casa della Povertà”, luogo dove Gesù, sta con i suoi Amici, ed è lì che c’è il profumo dell’Amore e della Vita. Come il profumo, così l’Amore gratuito, si espande in maniera contagiosa. L’Amore, d’altronde, non s’impone, ma si propone, affascina, trasborda, proprio come diceva Sant’Agostino: “La misura dell’Amore, è di Amare senza misura!” L’episodio di oggi, merita
un’altra importante riflessione, che nasce proprio dalla reazione di Giuda, che critica duramente, il gesto di Maria, che per giunta, ha pure il consenso di Gesù. È pur vero che trecento denari, rappresentavano lo stipendio di quasi un Anno intero, che speso, però, in un solo gesto, per Giuda, era praticamente inutile e sprecato! Ma forse, c’è chi, saggiamente, ha scritto che lui dimentica una cosa assai più importante: Che sarà proprio lui, che (s)venderà Gesù, per soli (“miseri”) trenta denari (ovvero: per un Decimo). Ecco perché questo, lo classificherà come “ladro”, perché precisa Giovanni, che lui non aveva alcun interesse per i poveri, ma piuttosto, con questa scusa, copriva la sua ipocrisia, tipico di chi “si serve dei poveri”, per arricchire sè stesso. Che paradosso: Mentre Maria svaluta il Denaro, Giuda svaluta l’Amore. Interessante, poi, confrontare le due figure di Giuda e Maria! Mentre Maria tace, perché il gesto da lei compiuto, parla da sé stesso, Giuda, invece, dimostra con le sue tante parole (e per lo più, parole di menzogna!), che non teme di ricorrere a mistificazioni, pur di alterare la realtà. La bellezza del Dono di Maria a Gesù, condanna da sola, la bruttezza e l’ipocrisia delle parole di Giuda. Gesù è lo “Sposo”, il cui nome significa: “Profumo effuso” (Ct 1, 3). Tra 6 giorni, sarà trafitto il vaso del suo Cuore, e ne uscirà tutta la sua fragranza, che si espanderà per il mondo intero! Maria di Betània, ha così capito il mistero del Cuore di Dio. Ora sta a noi, “seppellire” il povero “Giuda”, che vive in noi, e far risorgere “Maria di Betània. Nella Eucarestia quotidiana, il Signore Gesù, ci invita a fare “Memoria” della sua offerta al Padre, facendoci Dono: del suo corpo “spezzato”, e del suo sangue “versato”. Solo così, anche noi, potremo essere “Profumo d’Amore”, effuso con totalità e gratuità, per tanti nostri fratelli, che ancora oggi, ahimè, preferiscono, vivere nella “puzza” del peccato! Auguro a tutti, in questa “Settimana Santa”, un buon cammino verso la Santa Pasqua.
don Michele Romano
