Corigliano-Rossano – Una carezza di Dio tra i corridoi dell’ospedale: la visita dell’Arcivescovo Mons. Maurizio Aloise al “Guido Compagna”

Un pomeriggio carico di luce, di umanità e di profonda speranza ha attraversato i corridoi del Presidio Ospedaliero “Guido Compagna” di Corigliano-Rossano (a.u. Corigliano), dove S.E. Mons. Maurizio Aloise, Arcivescovo di Rossano-Cariati, ha fatto visita ai malati, al personale sanitario e a tutti coloro che vivono quotidianamente il mistero della sofferenza e della cura.

Ad accompagnare l’Arcivescovo in questo intenso itinerario di prossimità, il dottor Carlo Cimino, in rappresentanza della Direzione sanitaria guidata dalla dottoressa Maria Pompea Bernardi. Presenti anche don Agostino Stasi, cappellano dell’ospedale “Guido Compagna”, don Gianni Filippelli, cappellano del “Giannettasio”, e una rappresentanza dell’AVO di Corigliano, segno concreto di quella carità operosa che ogni giorno si fa presenza accanto agli ammalati.
Un cammino tra i reparti: incontri, parole, preghiera

La visita ha toccato i reparti di Medicina e Neurologia, Pediatria, Radiologia e Psichiatria, trasformando ogni ambiente in un piccolo santuario di ascolto, di incontro e di fede.
In ogni reparto, l’Arcivescovo si è fermato con delicatezza accanto ai pazienti, ha stretto mani, incrociato sguardi, ascoltato storie. Parole semplici, ma cariche di Vangelo, hanno raggiunto i cuori: parole di conforto, di incoraggiamento, di speranza. Una presenza paterna, capace di far sentire ciascuno visto, accolto, amato.

Medicina e Neurologia: la speranza che nasce dalla Croce:
Nel reparto di Medicina e Neurologia, la Parola di Dio ha risuonato con forza:
«Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono…» (Gv 8,28-29).

Un richiamo potente al mistero della Croce, che – come ricorda il Magistero – non è sconfitta, ma amore che salva. L’Arcivescovo ha invitato a riconoscere, anche nella prova, una presenza che non abbandona mai.
Il momento di preghiera ha raccolto medici, infermieri e pazienti in un’unica invocazione: che nessuno si senta solo, ma accompagnato da Dio.

Pediatria: la tenerezza di Dio nei più piccoli:
In Pediatria, il clima si è fatto ancora più tenero e luminoso.
«Lasciate che i bambini vengano a me…» (Mt 19,13-15).
Tra sorrisi, sguardi innocenti e mani piccole ma cariche di vita, l’Arcivescovo ha ricordato che ogni bambino è un dono e una promessa. Le sue parole hanno accarezzato il cuore dei piccoli e dei loro genitori, incoraggiando a custodire la speranza anche nei momenti più difficili.

La preghiera ha invocato salute, serenità e gioia per ogni bambino, affidandoli all’abbraccio di Cristo.
Radiologia: luce nelle attese e nelle incertezze:
Nel reparto di Radiologia, luogo segnato dall’attesa e spesso dall’ansia di una diagnosi, la Parola del Salmo ha dato voce al cuore dell’uomo «Signore, ascolta la mia preghiera…» (Sal 101).
L’Arcivescovo ha ricordato che Dio vede nel profondo, conosce ogni paura e ogni speranza. Anche quando tutto sembra incerto, la sua luce non si spegne.

La preghiera ha invocato serenità per chi attende una risposta e sapienza per chi è chiamato a curare e diagnosticare.
Psichiatria: la carezza della misericordia nelle ferite interiori:
Infine, il reparto di Psichiatria, dove il dolore si fa spesso silenzioso e invisibile.
«Spera nel Signore, sii forte…» (Sal 26,13-14).
Qui le parole dell’Arcivescovo si sono fatte ancora più delicate, capaci di raggiungere le ferite più profonde. È risuonato con forza il messaggio della misericordia: Dio non spezza ciò che è fragile, ma lo custodisce con amore.
La preghiera ha chiesto pace, luce e consolazione per chi soffre interiormente e per chi se ne prende cura.

Un segno di Chiesa viva e vicina:
La visita si è conclusa lasciando nei cuori una traccia luminosa. Non è stata solo una presenza istituzionale, ma un vero pellegrinaggio di carità: una Chiesa che entra nei luoghi della sofferenza, che si fa prossima, che annuncia – con gesti e parole – che nessuno è dimenticato.

Tra corsie e reparti, si è respirata una gioia autentica, quella che nasce dall’incontro, dalla condivisione e dalla certezza che, anche nel dolore, Dio continua a camminare accanto all’uomo.

Una giornata che resterà impressa nella memoria di tutti: pazienti, operatori sanitari e volontari. Una giornata in cui il Vangelo si è fatto carne, carezza, speranza viva

condividi su