Commento al Vangelo di oggi

LA “MISERICORDIA”, E LA “MISERA”!

Nel Brano Evangelico di oggi (Gv 8, 1-11), ascoltiamo un “Racconto” (non una Parabola), dell’Evangelista Giovanni, che ci riferisce di un episodio, davvero singolare! Siamo a Gerusalemme, e Gesù, dopo una notte passata in Preghiera, al mattino si recò nel Tempio: “E tutto il popolo andava da lui” (v 2a). Gli viene presentata una donna, già condannata alla “Lapidazione”
(una vera “crudeltà”, uccidere una persona a “pietrate”), perché sorpresa in flagrante adulterio. Per i nemici di Gesù, questa è un’occasione eccellente, per metterlo “in trappola”. Pongono “la donna nel mezzo”- v3a – (e proviamo un attimo, ad immaginare tutti gli impropèri e gli insulti, che le avranno rivolto!), e chiedono a Gesù: “Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?” (v 5). Gesù è consapevole, che se avesse contraddetto la Legge di Mosè, sarebbe stato accusato di “Blasfemìa”
(Bestemmia), tradendo Dio e la Scrittura, mettendosi così, contro il Diritto Giudaico. D’altra parte, Scribi e Farisei, sicuri che il giovane Rabbì di Nàzareth, che nella sua Vita, ha sempre praticato il perdono e la misericordia, condannando questa donna, non solo, si sarebbe messo contro il Diritto Romano (Che aveva sottratto ai Giudei, la facoltà di condannare a morte qualcuno!), ma in questo modo, tutta la gente lo avrebbe abbandonato, e nessuno lo avrebbe più ascoltato.
E comunque, in entrambi i casi, avrebbero raggiunto il loro obiettivo. Ma ecco che, in questo momento, fra tutti loro scende un silenzio grave! Un silenzio carico di attesa, che diventa: Di speranza per i Discepoli, e di maligna soddisfazione, da parte dei nemici di Gesù. Ma a questo punto, anche Gesù, preferisce tacere! Tutta questa “suspense”. (Attesa trepidante!), viene interrotta da un gesto singolare di Gesù, che piegandosi sulle ginocchia, spiazza ogni loro aspettativa, cominciando a “scrivere (qualcosa) col dito per terra” (6b), vicino ai suoi piedi. Ora, immaginiamo la delusione degli accusatori, che cominciano ad insistere, sollecitando una risposta! Non l’avessero mai fatto! Gesù, con la Sapienza che gli viene data dallo Spirito Santo, si alzò, e con parole lapidarie, rispose: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei” (v 7a). A questo punto, mi piace anche sorridere un po’, pensando a qualche anziano, con la pietra fra le mani, magari nascosta sotto il mantello, pronto a colpire, ma che di fronte a questa domanda
“disarmante” di Gesù, che mette tutti in uno stato di colpa, la lascia furtivamente cadere, dicendo tra sé: “Meglio non rischiare…! Meglio andare via! Ora, proviamo ad analizzare un dato importante: Dacché erano venuti “in gruppo”, sicuri del loro operato, con la forza che proveniva loro dalla “logica del branco”, messi poi, davanti alle proprie responsabilità e ai propri peccati (Alcuni Santi Padri, hanno anche ipotizzato, che Gesù scrivesse per terra, proprio i loro peccati, e forse qualcuno se n’è pure accorto..!), ecco che, udito ciò, se ne andarono, non più “tutt’insieme”, ma “uno per uno” (v9a), cominciando dai più anziani, perché certamente consapevoli, di avere più peccati degli altri. Ora, sulla “scena”, restano solo loro due: Gesù e l’Adultera, come dire, la “Misericordia”, e la “Misera”. Gesù non la condanna, non vuole la sua morte, ma che lei viva e non ricada più nel peccato. Ed ecco, che le dice: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? Neanch’io ti condanno, va’ e d’ora in poi non peccare più” (v 11). In questo ultimo tratto di cammino Quaresimale, sarebbe davvero auspicabile, oltre che bello, poter riconoscere anche tutti i nostri peccati, le nostre azioni sbagliate, in breve, la “nostra Trave”, perché non tocca a noi giudicare e condannare nessuno. Sono davvero troppe, oggi, le persone “accerchiate” dal giudizio impietoso ed implacabile di tanti, che pure pensano di essere perfetti, “puri”, ma che sono incapaci, ahimè, di chiedere Perdono. Provo ad immaginare che Gesù, oggi, per terra, abbia scritto anche l’elenco dei miei peccati, tuttavia so, che basta una folata di vento – – Il soffio del suo Amore – per cancellare tutto ciò, che ha scritto per terra, con la certezza che il mio Nome, sarà per sempre scolpito, nel cuore della sua Misericordia.
Auguro sempre a tutti, un buon Cammino Quaresimale.

Don Michele Romano

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