Commento al Vangelo di oggi

“IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA…, CREDI
QUESTO”?

La Risurrezione di Lazzaro (Gv 11, 1-45), è il supremo “Miracolo- Segno” di Gesù, attraverso il quale manifesta la sua potenza sulla morte, anticipando nel contempo, la propia Pasqua!A voler sviluppare un “parallelo” con gli altri Vangeli, notiamo che mentre i Sinottici menzionano 28 miracoli distinti, Giovanni ne menziona appena 7, di cui: solo 3 li troviamo anche nei Sinottici, mentre gli altri 4 sono esclusivi di Giovanni. Eccoli:
1)- Nozze di Cana (Gv 2, 1-11);
2)- Guarigione di un paralitico, alla piscina di Sìloe (Gv 5, 1-11);
W)- Guarigione di un cieco nato (Gv 9, 1-7);
4)- E la Risurrezione di Lazzaro (Gv 11, 1,45). Nel modo in cui descrive questi “segni”, Giovanni fa molto di più, che raccontare Miracoli. Infatti, sono stati scelti da lui, perché manifestano al meglio Gesù, come la piena rilevazione del Padre: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv 14, 9). Nella Risurrezione di Lazzaro, Gesù si rivela come la pienezza della vita: “Io sono la Risurrezione e la Vita! Credi questo?” (vv 25-26), Colui che sa accogliere il dolore umano: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto” (v 24), fino alla “compassione”: “Gesù scoppiò in pianto” (v 35), risuscitando l’amico Lazzaro, restituendogli una vita nuova, chiamandolo fuori dal sepolcro: “Lazzaro, vieni fuori” (v 43). Lazzaro che viene fuori dal Sepolcro, è il trionfo della Vita e della Fede sull’incredulità. Ma questo “grido” di Gesù all’amico Lazzaro, non è solo rivolto a un morto storico, ma ad ognuno di noi, tante volte bloccati nel peccato, nella disperazione, o nelle “bende” della paura, invitandoci tutti, ad una vera “risurrezione interiore”. In questo particolare Miracolo della vita, che vince la morte, già nel significato etimologico dei “Nomi”, dei Protagonisti, troviamo il significato “pieno” dell’Evento: Betània: lett. “Casa dei poveri”;
Marta: “Signora (coordinatrice); Lazzaro: “Dio aiuta”;
Maria: “Amata di Jawhè!”, dove è anche importante, sottolineare il “ruolo” della loro Fede. Infatti, Lazzaro risorto, comunica questa certezza: Gesù porta la Vita, alla comunità dei poveri; Marta e Maria, nonostante il dolore, si affidano a Gesù: Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio…” (v 27). La stessa commozione di Gesù e il suo pianto davanti al sepolcro, mostrano la sua profonda umanità, e la stessa partecipazione di Dio al dolore dell’uomo. Tuttavia, la Risurrezione di Lazzaro segna l’inizio stesso della Passione di Gesù. Infatti, i Sommi Sacerdoti, decidono a questo punto, di uccidere Gesù: “Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo” (v 53), accelerando così, l’evento della Pasqua. Tuttavia, Gesù, per far risorgere Lazzaro, chiede l’aiuto degli uomini: “Togliete la Pietra” (v 39a), come a dire che oggi tocca a noi rimuovere le tante “pietre”, i tanti “sigilli”, le tante “chiusure”, in modo che Dio possa far “risuscitare”, tante delle nostre Comunità, liberandole dai tanti peccati e paure. Purtroppo, sono ancora in tanti, che si ostinano a non voler rimuovere questa Evangelica “Pietra”. Ecco perché nelle nostre Famiglie, nelle nostre Comunità, tante volte non c’è Vita. In sintesi, la Risurrezione di Lazzaro, è un chiaro invito a lasciarsi amare da Dio: “Guarda come lo amava! (v 36), proprio quando ci si sente “morti”, o siamo senza speranza, per iniziare, finalmente, una vita “nuova” e “libera”. Augurando a tutti una buona e santa Domenica, proseguiamo serenamente, nel nostro Cammino di Quaresimale.

don Michele Romano

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