
“MAI UN UOMO,
HA PARLATO COSÌ”!
Questo testo di Giovanni (Gv 7, 40-53), pur non riportandoci alcuna parola del Maestro, ne raccoglie le conseguenze di quello che Lui annunciava, presentandoci le diverse reazioni che suscitano i suoi insegnamenti. Certo, il parlare di Gesù non lasciava indifferenti quelli che lo ascoltavano, tant’è che “tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui” (v 43). Da una parte viene proclamata l’autenticità della Fede in Gesù, Figlio del Dio vivente – fattosi carne e venuto ad abitare In mezzo a noi!
È Lui la Verità, una Verità che non possono fare a meno di “confessare”, persino le Guardie, persone “libere” da ogni condizionamento (soprattutto “Religioso”), che esprimono la loro sincera ammirazione su Gesù, e mettono in risalto il fascino che emanava da Lui: “Mai un uomo ha parlato così” (v 46). I Farisei, invece reagiscano con stizza, manifestando apertamente la loro animosità e il loro acceccamento, perché essi, si ritenevano, i veri (ed unici) “depositari”, di tutte le “verità” (Interpretate, sempre, con presunzione e miopia!). Infatti, attribuiscono ad un inganno tutto l’accaduto, e rimproverano le Guardie per non averlo arrestato, in quanto affermano (Riguardo a chi, ovviamente, non interpreta la Legge, alla loro maniera!): “Questa gente che non conosce la Legge, è maledetta” (v 49). Ammirevole, invece, e degno di stima (quanto inefficace, purtroppo!), è da considerare l’intervento difensivo di Nicodèmo, circa la “legalità” del loro atteggiamento, perché nella Legge era prescritto: “Che si doveva indagare con diligenza, per evitare false testimonianze” (Dt 1, 16-17). Ma Gesù, per loro, purtroppo, è già stato condannato, “senza alcun processo” (vv 50-51). Questo ci dice che, talvolta, è più facile annunciare e far conoscere Cristo ai (cosiddetti) “lontani”, che correggere i modi di pensare di tanti “presuntuosi”, che si professano religiosi e praticanti, ma che, ahimè, sono accecati dalla maladetta superbia, e da quella stupida arroganza, che è capace di “guastare”, anche le migliori intenzioni. Ma se proprio vogliamo dirla tutta, e con sincerità, il “Fariseismo”, è tutt’altro che sopìto. Anzi, trova ancora tanto spazio, poveri noi, anche nella nostra santa Madre Chiesa di Dio. Oggi come allora, i Cristiani, nell’ imitare e nel seguire Gesù, dobbiamo poter essere, coraggiosamente, diversi, veri “Segni di contraddizione” nel mondo, sapendo usare ed “osare”, il suo stesso linguaggio, tipico della “Carità e dell’Affetto”! Linguaggio, oggi, più che mai necessario, perché comprensibile da tutti; Non serve trincerarsi nelle nostre “certezze”, che poi finiscono sempre per renderci ipocriti. Occorre che ci apriamo al “nuovo”, cambiando il nostro modo di pensare e di vivere, facendo spazio alla “Meraviglia”, ed alla “Forza Attrattiva” della nostra Testimonianza, le uniche capaci, di farci sorprendere dalla Potenza rivoluzionaria e sconvolgente, della Buona Notizia del Vangelo. Certamente, capiterà anche a noi, di essere “presi in giro” o di essere “incompresi”, per la nostra testimonianza di Fede. Pazienza, lo hanno fatto (prima e…) anche a Gesù. La Perìcope Evangelica, poi, è folgorante nella sua conclusione: “E ciascuno, tornò a casa sua” (v 53). Non possiamo anche noi, ritornare ognuno delle nostre case, e rimanere irrigiditi sulle nostre posizioni e pregiudizi! Ci sia di sprono la certezza, che Gesù, dopo aver detto tutto…, “Tace!” Attende di ascoltare la nostra risposta! Ma noi, anche davanti al “silenzio” della sua morte in Croce, siamo capaci di schierarci, accogliendo finalmente, il suo messaggio di Verità e di Salvezza? Auguro sempre a tutti e di cuore, un buon Cammino Quaresimale.
don Michele Romano
