Commento al Vangelo di oggi

L’ANNUNCIO A GIUSEPPE:
“UOMO GIUSTO”!

Il Nuovo Testamento, ci presenta San Giuseppe con pochi tratti, ma essenziali. È l’Uomo del “Silenzio”, fedele ed obbediente, tant’è che non viene riportata neanche una sua parola nei Testi Sacri, che tuttavia, lo definiscono “Uomo Giusto”, cioè: “Un Uomo di Dio”! Il Vangelo di oggi (Mt 1, 16.18-21
.24), ce lo presenta in un momento particolare della vita di Gesù. Giuseppe accetta di rinunciare a tutti i suoi “progetti”, per accogliere quanto Dio gli chiede: – Farsi Padre (“Putativo”) “Adottivo” di Gesù, perché questo Gli assicurerà la Paternità “Legale”, per cui sarà anche chiamato “figlio di Giuseppe”, ma ancor di più, assicura a Gesù, la “Discendenza Davidica”, perché essendo Giuseppe, della Stirpe di Davide, secondo l’Oracolo Profetico di –
2Sam 7, 12 – Gesù sarà chiamato e riconosciuto anche, quale “Figlio di Davide” (vedi: Mc 10, 47; Mt 21, 9); Ed infine, Giuseppe, sarà anche suo “Protettore”; Vedi: “Fuga” di Giuseppe e Maria in Egitto, col Bambino Gesù, per sfuggire alla furia omicida di Erode,
assolvendo con fedeltà, al suo ruolo speciale di Padre “amorevole”, “Custode” della Santa Famiglia di Nàzareth. Ai suoi progetti, e alle sue prerogative di vita, Giuseppe predilige l’affidamento completo, agli arcani e misteriosi Progetti Divini. Giuseppe, che
lett. significa: “Dio aggiunga”, che solo Dio, cioè, può colmare, ecco che forse, nella sua vita si trova a vivere, la pienezza della “Meraviglia”:
-Voleva una Moglie, e si è trovato ad accogliere- più che “una” – “La Santa” per eccellenza; -Voleva dei figli, e si è trovato ad accogliere e custodire, il Figlio di Dio; -Sognava una vita semplice e tranquilla, e si è trovato l’Altissimo nella sua bottega di falegname, tutto intento ad educare suo figlio Gesù, insegnandogli le Preghiere del pio Israelita, tutto intento a fargli riconoscere la “vena” del legno, con la pialla! Nella sua vita, anche se umile, modesta, ed ordinaria, denota una grande forza d’animo, e tutto, in lui, è sempre luminoso! Come tanti Santi che lo hanno amato: Santa Teresa d’Àvila, San Benedetto, San Francesco d’Assisi, San Bruno, Santa Teresa di Lisièux, San Josemarìa Escrivà, e tanti altri…, anche noi, oggi, possiamo seguire le sue coordinate di vita: Fede, Amore e Speranza, quali vere “scorciatoie”, per santificare l’intimità delle nostre Famiglie, assicurando loro tanta serenità, pur in mezzo alle tante paure e fragilità, che oggi più che mai, la caratterizzano! La storia di Giuseppe e Maria, narra appunto, di un Dio “nascosto” nelle nostre vicende, silenzioso forse, ma non per questo assente! A lui stanno a cuore i nostri turbamenti, le nostre insonnie, le nostre fughe, volute, o subìte. Per essere graditi agli occhi di Dio, San Giuseppe ci insegna, che non è richiesto un “pedigree” genealogico, di chissà quale portata, Lui resta per tutti noi, il “segno” di un Amore che non viene mai meno, qualunque imprevisto possa accadere. Infatti, Giuseppe, avrebbe potuto scegliere la via “legale”, essendo ancora “promessi sposi” con Maria (La Legge di allora, infatti, prevedeva, la “lapidazione” per il tradimento!), egli, invece, sceglie di fare la Volontà di Dio (Sarà proprio questa Obbedienza alla Volontà di Dio, che gli meriterà il Titolo di “Giusto”), perché ogni Legge umana, può essere superata solo dall’Amore. Gesù è il “Verbo”- la Parola (“Incarnata”), e Giuseppe, pur essendo stato prescelto, quale “Guardiano e Custode della Parola”, tuttavia, di lui, non ci è giunta alcuna parola. La sola “parola”, che egli affida a ciascuno di noi, è la sua stessa vita! È vero, oggi, la Festa di San Giuseppe, sembrerebbe interrompere le nostre Riflessioni Quaresimali! Ma così non è! Che ognuno di noi, possa “imparare” da questo “Silenzioso”, ma fedele “Testimone” della Volontà di Dio, a vivere la sua Presenza nella propria quotidianità! Un cordiale Augurio, a tutti i nostri Papà (in Terra o in Cielo), unitamente agli Auguri più cordiali, a chi di San Giuseppe, ne porta il bel Nome. Rinnovo, altresì, ogni Augurio, per un sereno prosieguo, del Cammino Quaresimale.

don Michele Romano

condividi su