
“VÀ, TUO FIGLIO VIVE”!
La pagina del Vangelo di oggi (Gv 4, 43-54), ci introduce nella cosiddetta “terza tappa” dell’Annuncio di Fede di Gesù: Dopo l’Annuncio fatto agli Ebrei Ortodossi, che pure non credono in Lui come Messia; Gesù si rivolge, poi, ai Samaritani, considerati eretici e pubblicani, che tuttavia accettano la testimonianza, prima di una donna, e successivamente, quella di Gesù stesso, pur non avendo visto alcun prodigio (Gv 4, 1-41); Ed oggi è alle prese con i Pagani, a Cana di Galilea, dove viene narrato il secondo “segno”, ed il protagonista è un Funzionario del re Erode Antipa, che “vede” nella guarigione del figlio, il “segno” di Gesù, e credette lui (Ancor prima di vedere il segno!), e poi tutta la sua famiglia. Certo, il Funzionario era un uomo potente, abituato ad essere riverito, ma ad un certo punto, si rende conto che non è “onnipotente”. Ci sono eventi, come la malattia del figlio, che lo induce nella frustrazione, quasi un delirio di impotenza, che lo porta a sperare in Colui che tutto può! Chi di noi, non ha fatto esperienza della sofferenza, del sentirsi impotenti, in momenti in cui siamo attanagliati dall’immane dolore, ed è lì che capiamo quanto Dio sia necessario alla nostra vita! Ogni sofferenza, ogni “potatura” di Dio, possiamo viverla: O s-cadendo nella “disperazione”; O viverla come una grande “opportunità” per la nostra Fede e la nostra “Conversione”. Spesso è la nostra “cecità spirituale”, che ci impedisce di “riconoscere” gli interventi di Dio nella nostra vita. Quante volte, anziché andare alla ricerca del Signore, come ha fatto il Funzionario del Re, per ottenere “guarigione” dei nostri cari (quando, non di noi stessi!), ricorriamo esclusivamente ai luminari della Scienza, riponendo la totale fiducia, solo nelle cure mediche, o negli interventi di maghi e chiromanti, ecc.! Sappiamo anche che il Funzionario, da persona avveduta ed attenta, ha saputo ricostruire il momento in cui Gesù, è entrato nella sua vita:
“Un’ora dopo mezzogiorno”
(v 42), e riconosce il “miracolo”, come azione potente di Dio. Questo è un passaggio assai importante, anche per ognuno di noi, c’è sempre un “Mezzogiorno”, anche nella nostra vita, nel quale Dio si manifesta. “Mezzogiorno”
(l’Ora “sesta” per i Romani),
contempla tanti riferimenti Biblici, è l’Ora in cui Dio realizza i suoi meravigliosi Progetti: Nell’Ora “Sesta” (Mezzogiorno), avverrà l’Annunciazione; A Mezzogiorno Gesù incontra la Samaritana al pozzo; Anche San Paolo conoscerà un “Mezzogiorno di Fuoco” (la sua Conversione); Verso Mezzogiorno, Pilato riconoscerà Gesù: “Re dei Giudei; Come non ricordare anche, l’Agonia di Gesù sulla Croce, dalle 12 alle 3 del pomeriggio, ecc.! Anche oggi, del resto, nella Chiesa, quest’Ora è centrale: Sia per la Preghiera dell’Angelus, sia per qualsivoglia Annuncio di nomina ecclesiastica, e quant’altro! Negli eventi, spesso negativi, della nostra vita, anche di fronte alla morte fisica o interiore, Gesù ci sprona a non demordere, a credere tutto nonostante. Lui si manifesterà nel nostro cammino, e anche noi saremo guariti “per strada”, se seguiamo, cioè, il percorso del discepolato. Soprattutto in questo “Cammino” Quaresimale, non sprechiamo il nostro tempo, nel rincorrere sempre “segni” e “prodigi”, perché la vera Fede è tale, se ci porta a fidarci solo di quel Dio, che ci ha “detto”, e “rivelato tutto”, in Cristo Gesù. Auguro a tutti di cuore, un buon Cammino Quaresimale.
don Michele Romano
