
SOLO IN GESÙ, TROVIAMO LA “PIENEZZA”!
Nel Vangelo di oggi (Mt 5, 17-19), Gesù insegna che l’Antico Testamento, è parte integrante dell’intero Progetto della Divina Rivelazione: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge (ovvero: Tutto ciò che è stato “Fatto”, con Mosè), o i Profeti (Tutto ciò che è stato “Detto” con Elìa, massimo esponente del Profetismo!), ma a dare “pieno compimento”. Gesù è la “pienezza” della Rivelazione! Egli è il “Verbo”: quella Parola di Dio, che finora, in tutto l’Antico Testamento poteva essere solo “udita”, ma mai vista: “Nessun uomo può vedermi e restare vivo” (Es 33, 20), ora, con Lui, quella Parola, è diventata “Carne”, “Visibile” (Gv 1,14), venuto a noi, per dirci quanto Dio ci ama. Ora però, Lui attende anche da ciascuno di noi, una risposta di Amore, che si manifesta nell’osservanza dei suoi Insegnamenti: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti, che… non sono gravosi” (1Gv 5, 3). Un Amore, che non sia “a parole”, o un vacuo sentimentalismo, ma sia testimoniato nelle “opere”, vivendo, cioè, concretamente, il doppio precetto della Carità: Verso Dio e verso i Fratelli. Infatti, come scrive Giovanni: “Chi dice di Gesù – “io lo conosco, e non osserva i suoi Comandamenti, è un bugiardo e in lui non c’è verità” (Gv 2, 4). Di fronte alla proposta di Gesù, oggi possiamo usufruire di una doppia possibilità: O scadere nella malignità dello scandalo:
1)- “Chi trasgrederà uno solo, di questi minimi precetti e insegnerà a fare altrettanto…, sarà considerato minimo nel regno dei cieli” (v 19a);
2)- O avvalersi dell’importanza del buon esempio: “Chi li osserverà e li insegnerà… sarà considerato grande nel regno dei cieli” (v 19b). Gesù raccomanda di non trasgredire nessuna prescrizione della Legge: “Non un solo iota o un solo trattino…”, tuttavia, sia ben chiaro, Lui non è un “rottamatore”, bensì, lo dice espressamente. “È venuto per portare a compimento”, riportare, cioè, all’origine l’Alleanza, ma in maniera “Nuova ed Eterna, tra Dio e il Popolo. Ha fatto tutto questo – ha scritto un Saggio – con l’oculatezza e la preziosa “lungimiranza” di chi, come i Cercatori d’Oro, lasciano cadere la sabbia, facendo risplendere la Bellezza e la Preziosità dell’Oro! Alleanza che, come spesso accade a noi uomini, siamo capaci di stravolgere, aggiungendo alle poche, ma chiare 10 Parole di Dio, una miriade infinita di prescrizioni e norme derivanti dalla Tradizione umana. Basti pensare solo ai tanti Rabbini, Scribi e Farisei, che dal Decalogo, avevano tirato fuori, più di 613 “Precetti”: 365 (“Negativi”), uno per ogni giorno dell’Anno; 248 (“Positivi”),uno per ogni osso del corpo umano! Norme che Gesù contesterà pubblicamente, nel durissimo Discorso della Montagna, difendendo l’originalità dei 10 Comandamenti. Ci insegna, tuttavia, che non è la rigida e sterile osservanza di leggi e prescrizioni, a far di noi persone che vivono un rapporto di comunione “vera”, col Signore! L’essenziale, è comprendere il contenuto profondo, che soggiace in tutto il Vangelo, ovvero: L’Amore!
Non si tratta, perciò, di una “Legge migliore”, che ci propone Gesù, rispetto a quella degli Scribi e dei Farisei, quanto di una “Giustizia migliore”, che consiste nel vivere lo spirito delle Beatitudini, applicando quella che Gesù, fa intendere come “La Regola d’Oro”: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”; questa infatti, è la Legge e i Profeti!” ( Mt 7, 12). Auguro sempre a tutti di cuore, un buon cammino Quaresimale.
don Michele Romano
