Ritiro diocesano dei catechisti: “Catechisti annunciatori di speranza”


Si è svolto ieri, 8 Marzo 2026, presso la Parrocchia di San Benedetto nell’Area Urbana di Corigliano, il ritiro diocesano dei catechisti, convocato dall’Ufficio Catechistico Diocesano. L’incontro ha rappresentato un momento intenso di preghiera, riflessione e comunione per i catechisti della diocesi, riuniti per rinnovare il proprio impegno educativo e spirituale all’interno della comunità ecclesiale.

Il ritiro, incentrato sul tema “Catechisti annunciatori di speranza”, ha avuto come momento centrale la catechesi proposta dal direttore dell’Ufficio Catechistico, don Giuseppe, il quale ha ricordato come, nel cuore della Chiesa, il catechista sia chiamato a essere voce che annuncia, mano che accompagna, cuore che spera.

Durante la riflessione è stata presentata come figura esemplare del catechista annunciatore San Giovanni, apostolo ed evangelista, testimone di una fede vissuta e comunicata come esperienza personale. Giovanni, infatti, non trasmette semplicemente idee, ma una vita incontrata e condivisa:«Ciò che abbiamo udito, ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi… noi lo annunciamo anche a voi» (1Gv 1,1-3).

Da questa testimonianza emerge il volto autentico del catechista: prima di tutto testimone, capace di parlare non di un Dio lontano, ma di un Dio incontrato nella propria vita. Il catechista annuncia speranza quando ascolta profondamente la Parola, vive un’intimità personale con il Signore e parla con autenticità, non per dovere ma per amore.

Nel Vangelo di Giovanni risuona una promessa che diventa anche missione per ogni catechista:
«La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (Gv 1,5).
Il catechista, infatti, non è portatore di sé stesso, ma riflesso della Luce, chiamato a condurre ogni persona all’incontro personale con Gesù.

Un’altra parola centrale nel messaggio giovanneo è l’amore: «Dio è amore» (1Gv 4,8). Senza amore la catechesi rischia di diventare una semplice lezione; con l’amore, invece, diventa incontro e esperienza di fede. Per questo il catechista è chiamato a essere uomo e donna della Parola, della relazione e della speranza.

Il ritiro è proseguito con l’adorazione eucaristica e il momento di preghiera dei Vespri, durante i quali l’Arcivescovo ha offerto una meditazione spirituale ai presenti, ponendo l’attenzione su alcune immagini significative per la vita cristiana e per il servizio dei catechisti, a partire dalla lettura breve dei Vespri della terza domenica di Quaresima.

Anzitutto la vita cristiana come corsa: i credenti non sono spettatori nello stadio della fede, ma corridori chiamati a percorrere con impegno il cammino del Vangelo. Correre, tuttavia, richiede uno scopo chiaro: il motivo profondo del servizio catechistico non sono i risultati o i numeri, ma Cristo stesso. È verso di Lui che il catechista orienta la propria vita e il proprio impegno.

L’Arcivescovo ha poi richiamato la necessità di una disciplina del cuore, ricordando come anche la vita spirituale abbia bisogno di allenamento. In questo senso la Quaresima è tempo privilegiato di esercizio interiore attraverso la preghiera fedele, l’ascolto della Parola e la conversione personale.
Il cammino della fede, infine, ha una meta che non passa: la corona incorruttibile, che è la comunione con Dio, la vita eterna e la gioia di aver speso la propria esistenza per il Vangelo.
Nel clima raccolto della preghiera serale, i catechisti sono stati invitati anche a un momento di verità davanti al Signore, portando nel cuore alcune domande:
Come sto correndo la mia fede? Cosa rallenta la mia corsa? Quale peso devo lasciare per correre più libero? Sto ancora correndo verso Cristo?

A conclusione della meditazione, l’Arcivescovo ha invitato a chiedere al Signore tre doni per il servizio catechistico: un cuore appassionato che non si abitui al Vangelo, la perseveranza nelle difficoltà e lo sguardo fisso sulla meta, che è Cristo.
Il ritiro si è concluso in un clima di gratitudine e rinnovato entusiasmo, con il desiderio di continuare a vivere la missione catechistica come autentico servizio alla Chiesa e come annuncio di speranza per le nuove generazioni.

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