Commento al Vangelo di oggi

L’INGRATITUDINE UMANA, E LA TENACIA DI DIO.

Oggi le due Letture, sono accomunate da un medesimo verbo: “Uccidiamolo”. Nella prima Lettura, sono i fratelli di Giuseppe, che vedendolo arrivare, dicono: “Eccolo! È arrivato il signore dei sogni: Uccidiamolo”
(Gen 37, 20). Nel Vangelo, invece (Mt 21, 33-43.45-46), i Vignaioli della Parabola, vedono venire il figlio del Padrone, e anch’essi dicono: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo…”
(v 38). Questo ci rimanda alla grande e terribile sofferenza di Gesù, patita con la Crocifissione. Movente comune, è sempre l’invidia: Con Giuseppe, i suoi fratelli, fanno di tutto per impedire che i suoi “sogni”, premonitori di una volontà
divina, si potessero realizzare! Altresì, nei confronti di Gesù, i Capi religiosi, invidiosi della sua influenza sul popolo, e timorosi di perdere il loro potere: “Cercavano di catturarlo… per ucciderlo” (v 46a). Ciononostante, nei misteriosi disegni di Dio, “tutto concorre al bene”- ci ricorda San Paolo, e ciò che fa il Signore: “È sempre una meraviglia ai nostri occhi” (Sal 118, 23). Così, nella storia di Giuseppe, l’invidia venne sconfitta in modo meraviglioso e sorprendente. Infatti, egli non si vendica dei suoi fratelli in Egitto, bensì li salva, insieme a tutto il Popolo, dalla carestia! Anche Gesù, vinse l’invidia accettando per Amore, di essere l’ultimo e il servo di tutti, dimostrando, in tal modo, che la sua vera “potenza”, è dominio d’Amore. Da ultimo, così, diventa il “Primo”: “La Pietra che i costruttori hanno scartato, è diventata la pietra d’angolo” (Sal 118, 22). Il Signore, sa costruire anche sui nostri peccati, Lui realizza il suo piano di Salvezza, nonostante le nostre cattiverie, e le nostre invidie. Gesù, fedele alla sua Missione, mediatore della “Nuova Alleanza”, chiamerà attorno a sé, i 12 Apostoli, simbolo del “nuovo Israele”, chiamati a portare “frutti di vita eterna”, e “ad annunciare la salvezza a tutti i popoli…!” A voi (Popolo d’Israele!), sarà tolto il regno di Dio, e sarà dato ad un popolo che ne produca i frutti” (v 43). Il “nuovo” Israele, siamo tutti noi, i Bazzezzati, la Chiesa, che è chiamata a portare “frutti” nella comunità Cristiana, vivendo con autenticità la nostra Fede, nella piena “Comunione”: in Famiglia, nella Parrocchia, e nel mondo! Ogni frutto non raccolto, corrisponde ad un uomo, a cui viene sottratta la possibilità di salvarsi, perché spesso, noi “Vignaioli”, in preda alla nostra umanità, schiava del peccato: Invidia, concupi scienza, omicidio, violenza senza fine, ecc., sotto l’azione del nemico, nostro, e di Dio, ci convinciamo che il Signore, non è Amore, come ci hanno insegnato, ma solo: Leggi, sbarramenti, tabù e ingiustizie. Anche la stessa Chiesa, diventa così, una “matrigna”, che esige troppo, “Una”, che non sa recepire le nostre esigenze, è alquanto retrògata, perché non sa adeguarsi ai tempi e alla mentalità corrente. Ma è proprio quì, che sperimentiamo, ancora una volta, la pazienza, la tenacia, e la misericordia di Dio: Che non per questo ci abbandona, o ci punisce, anzi: Ci accoglie e spera sempre in un nostro “ritorno”, affinché possiamo redimerci e “convertirci”, portando a Lui, anche da poveri e fraudolenti “coltivatori” quali siamo, i “frutti attesi”, al tempo dovuto. Auguro a tutti di cuore, un fruttuoso cammino Quaresimale.

don Michele Romano

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