Commento al Vangelo di oggi

LA VERA SEQUELA DI CRISTO, È QUELLA DEL SERVIZIO.

Nel brano Evangelico di oggi (Mt 20, 17-28), registriamo uno stridente contrasto, tra la logica del mondo, che privilegia il desiderio di “dominio” su uomini e cose, e la logica del “servizio”, proposta da Gesù: “Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo” (vv 26- 27). I discepoli (“poverini”), immaginavano la salita a Gerusalemme, come una salita al “potere”. Questo spiega il gareggiare tra loro, per accaparrarsi i primi posti (v 21), ma Gesù spiega, che sale a Gerusalemme, (solo) per realizzare il Progetto della nostra Redenzione, ovvero: “Per servire e dare la propria vita” (v 28). Mi piace qui far memoria, di quanto amava ripeteva spesso, il caro don Tonino Bello, a questo proposito: “L’uomo che non vive per servire, non serve per vivere!”. Del resto, Gesù: “Non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la sua vita come riscatto per molti” (Mc 10, 45). Questa dimensione dell’Amore era completamente sconosciuta prima di Cristo. Ecco perché l’ombra della Croce, è un segno troppo lontano dai nostri “sogni di gloria”, e come gli Apostoli, anche noi oggi, opponiamo istintivamente il “rifiuto”, e tutto diviene motivo di scandalo, per chi non si avvale del dono della Fede. La via della vera “Gloria”, consiste nella sequela e nell’imitazione di Cristo, nel bere “il calice amaro del dolore, fino alla Croce, abbracciata, come ha fatto Lui per Amore”. L’incomprensione dei discepoli, chiamati in disparte, quasi a condividere una confidenza preziosa, raggiunge il colmo, quando Gesù, preannunciando loro la sua Passione, Morte e Risurrezione, c’è qualcuno fra loro, che invece pensa meschinamente, al “posto d’onore” e alla “carriera”. Non è qui il caso di biasimare la Madre dei figli di Zebedèo (Giovanni e Giacomo), o sdegnarsi come hanno fatto gli altri discepoli verso di loro, perché si sa, che ogni Mamma, per i propri figli, desidera “in primis”, il meglio: Che siano Felici, in Salute, e realizzati nella Società! Gesù, che pure conosce le nostre meschinità e la nostra sconcertante piccineria, ma quanta pazienza ha usato, e usa ancora oggi, con noi, perché vede che probabilmente, non abbiamo ancora capito, tutta la “pienezza” del suo Insegnamento. Nel Regno dei Cieli, si entra a partire dall’ultimo…; Per il Signore, il numero 1, è l’ultimo dei numeri. Questo significa “sposare” la logica della Croce, che ci rende veri imitatori del Signore Gesù, nella sua capacità di essere “Servo” e non Padrone! Mònito, questo, per ogni Discepolo, da attuare in tutte le nostre (tante volte), “litigiose” Comunità Parrocchiali. Tante volte, assistiamo invece, ad una vera e propria “gara” per primeggiare sugli altri, ambendo ai primi posti, scadendo in una Pastorale, che privilegia i “protagonismi”, e non la logica della Croce, ovvero: L’Amore senza misura! Auguro a tutti di cuore, un cammino di vera “conversione” Quaresimale.

don Michele Romano

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