
ALTRO È IL “DIRE” (FARISAICO), ALTRO È IL “FARE” ( CRISTIANO).
Per avanzare nel cammino della Vita Cristiana, secondo l’Insegnamento del Vangelo di oggi (Mt 23, 1-12), si devono compiere dei “passi” necessari, quali: Conoscersi, Accettarsi, e Superarsi. Già Socrate, diceva: “Gnòthi Se Autòn”- Ovvero: “Conosci Te Stesso”! Ebbene, se non conosciamo noi stessi, brancoleremo nel buio, e si sa, tutti abbiamo bisogno di luce e di amore. Tuttavia, non basta “conoscersi”, dobbiamo anche “accettarci”, per quello che siamo, con i nostri pregi e difetti: Se Dio mi ha creato così come sono, chi sono io per rifiutarmi? Con grande umiltà e realismo, infine, dovremmo anche saperLo ringraziare, per tutti i doni di cui ci ha dotati: Qualità e pregi, che dobbiamo sempre impiegare per meglio conoscere noi stessi, comprendere e “superare” i tanti difetti e limiti, che ci caratterizzano! In questo atteggiamento di “conversione”, attraverso l’azione dello Spirito Santo, siamo invitati ad essere “veri modelli” nella nostra Chiesa, per spronare la crescita e la maturità, anche del nostro prossimo. Non certo come i Farisei al tempo di Gesù, fedeli osservanti della Legge orale e delle Norme da essa derivanti (Pensiamo solo che passavano la giornata, a eseguire oltre 613 precetti, considerando peccatori ed irreversibilmente persi, tutti gli altri), ma tutto questo, a partire dalla credibilità della nostra vita! Diversamente, incappiamo anche noi nel grave “Giudizio” di Gesù, che stigmatizza il loro comportamento: “Non agite secondo loro opere, perché essi dicono e non fanno” (v 13b). Il Fariseismo, ahimè, è duro a morire! Riemerge ancora oggi, fra tanti di noi (cosiddetti) “cattolici”, che vogliono solo sentirsi migliori degli altri, magari più devoti ed osservanti impeccabili…,
ignorando, che con questi comportamenti, più che avvicinare, allontaniamo tanti dal Signore e dal suo Vangelo. Nondimeno (“Mea Culpa”), ci sono ancora tanti (anche fra noi Sacerdoti), che amano girare ancora, in “ampie vesti”, ricevere tanti “titoli onorifici…”, tutte cose che finiscono per suscitare il sarcasmo di Gesù, perché allontanano dalla vera Fede! Non facciamoci, pertanto, “Maestri” di nessuno, perché: “Uno solo è il vostro Maestro…, uno solo è il Padre vostro…, una sola è la vostra “Guida”: il Cristo (vv 8.9. 10). Solo se sapremo entrare nella dimensione dell’umiltà, comprenderemo che ogni nostro “Talento”, non è frutto di un nostro guadagno, ma solo “Dono” esclusivo di Dio, che vuole vengano impiegati per la sua Gloria, non per la nostra superbia, ed i nostri protagonismi. Nel mentre siamo stati creati per essere “Veri”, “Liberi” e “Felici”, spesso, sotto l’egemonia della Superbia (Che ci fa credere di essere, quel che non siamo!), finiamo per dilapidare le nostre energie, nella spasmodica ricerca dell’apprezzamento del mondo, del piacere appagante, di sentirci “persone importanti”, capaci di esibire tanti “Titoli” altisonanti, che ci garantiscono il plauso e la mera stima degli uomini! Tuttavia, ci sia ben chiara una cosa: Siamo tutti Alunni, alla scuola di Dio, per cui, il rischio serio che corriamo, è scadere nella “piccineria” e nell’ingenuità! È così, che spesso gemiamo, sotto la dura legge della Superbia: La “Menzogna” primordiale, iniettataci dal “Mentitore”- Satana- che ci induce alla sensazione di autosufficienza , anziché farci riconoscere bisognosi della Misericordia di Dio. Nessuno di noi, infatti, si “salva” da solo! Come sarebbe opportuno, allora, in questo tempo di Quaresima, saperci ritagliare degli spazi Sacri di “deserto”, lontani dal frastuono del mondo, per poter “re-incontrare” noi stessi, e il nostro Unico e Vero Maestro: Cristo Signore. Auguro sempre, a tutti, un fruttuoso e sereno cammino Quaresimale.
don Michele Romano
