Commento al Vangelo di oggi

QUANDO C’È LO “SPOSO”, LA CHIESA NON CONOSCE IL LUTTO.

Il Vangelo di stamane (Mt 9, 14-17), ci esorta a procurarci “Vini nuovi” ed “Otri nuovi”. È su questo invito di Gesù, che la Chiesa chiede a tutti noi Cristiani, alcuni radicali “cambiamenti”: Abbandonare le strutture cadùche, che non servono più, e procurarci “Otri nuovi”, quelli che ci propone oggi il Signore nel Vangelo, compiendo così, la nostra Missione profetica, con la Testimonianza della nostra vita! Con Gesù, è iniziata una nuova “era”, una nuova dottrina “Insegnata con autorità”! E come per tutte le cose nuove, si verifica il contrasto con le pratiche e l’ambiente circostante (vedi gli Otri “vecchi”). Come i Farisei si erano scandalizzati, con la chiamata di Matteo, e poi, con la guarigione del paralitico
(vv 1- 13), così anche i discepoli di Giovanni, non comprendono il motivo del digiuno di Gesù e dei suoi discepoli. E così Gesù risponde: “Possono forse gli invitati a nozze, essere in lutto, finché lo sposo è con loro?” (v 15a).
Il digiuno era, ed è, una pratica penitenziale, che contribuisce a farci raggiungere due obiettivi: 1)- Implorare la misericordia Divina, per farci conquistare il prezioso “self control”, sui mostri istinti “peccaminosi”; 2)- E la libertà di Cuore! Perciò, come potevano digiunare, se Gesù (lo “Sposo”), era con loro? Non aveva alcun senso! C’era solo un atteggiamento possibile: Gioire, della presenza di Gesù in mezzo a loro, relazionarsi in un modo nuovo con Dio, con uno Spirito “rinnovato”, capace di frantumare tutti quei modi comportamentali, legati all’ipocrisia e al “legalismo” farisaico. In Gesù, cogliamo la duplice dimensione della sua Presenza: Oggi “c’è”, ed è Lui che ce l’ha assicurato: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20); E “non c’è”, perché è tornato al Padre, e così, noi oggi esclamiamo: “Vieni Signore Gesù”. Oggi, anche noi viviamo, i Tempi della Chiesa, guidata dallo Spirito Santo, i Tempi, cosiddetti del “Già e Non Ancora”. Ecco, allora, che il “digiuno” acquista un nuovo significato: Non solo penitenza, ma preparazione per un più significativo incontro col Signore Gesù! Tuttavia, dobbiamo prendere consapevolezza che, nel contempo, siamo ancora: “Otri vecchi” nell’atteggiamento di penitenza (“Nessuno di noi è perfetto…!”), e anche “Otri nuovi,”, che si sforzano ogni giorno (Come noi, umilmente, cerchiamo di fare), di “Ascoltare la Parola”, perche’ ci illumini e ci sostenga. Ora è il Tempo del “Nuovo”: Effervescente come “vino nuovo”, forte e resistente come un panno grezzo! Un Tempo, che obbedisce alla legge della Gioia: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete, e udire ciò che voi udite” (Lc 10, 17-24). Il “Vino nuovo”, è simbolo del tempo di salvezza, il “nuovo” è il Regno di Dio, che Gesù impersona ed annuncia. Con queste due immagini: del pezzo di stoffa grezza, e del vino nuovo, Gesù ribadisce l’inconciliabilità del suo Vangelo, con le antiche “strutture” Religiose, fomentate da Scribi e Farisei, e tutti i loro contenuti. Queste vecchie strutture del Giudaismo, non vanno riparate, ci dice Gesù, ma solo sostituite. Per questo ogni tentativo di conciliazione, è destinato al fallimento! Il Vangelo, non è una pezza nuova, su un vestito vecchio, né un vino nuovo, messo in un contenitore vecchio! Ci basti pensare, che San Paolo, dedicherà l’intera Lettera ai Galati, proprio su questo tema! Le forme “nuove”, e i contenuti “nuovi”, che Gesù ci ha proposto, sono quelli che, in definitiva, ci ha proclamato nel meraviglioso “Discorso della Montagna” (Mt 5, 1-12). Auguro a tutti di cuore, un sereno e buon cammino Quaresimale.

don Michele Romano

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