
IN TANTI NON APPREZZANO IL PANE, MA C’È CHI AGOGNA LE BRICIOLE.
Il brano del Vangelo di oggi (Mc 7, 24-30), ci mostra come una Mamma addolorata, che pure non apparteneva al “Popolo Eletto”, anzi era una “Pagana” di lingua greca, e di origine Siro- Fenicia, ma dotata di una Fede assai grande, che va alla disperata ricerca di Gesù, e trovatolo: “Lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia” (v 26). Il “Dolore” e “l’Amore”, la sostengono, anche nel rispondere con disarmante dolcezza a Gesù: “Signore, anche i cagnolini sotto la tavola, mangiano le briciole dei figli” (v 28), che pure le aveva detto: “Non è bene prendere il pane dei figli, e gettarlo ai cagnolini” (v 27b). I Pagani, infatti, dai Giudei, venivano chiamati “cani”. Ma sarà proprio questa sua grande Fede, che le otterrà quello che chiede con tanta forza: “Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato”
(v 30). Gesù, tuttavia, pur trovandosi in Terra straniera, quindi a rischio di “contaminazione”, non si sottrae all’impurita’, anzi, loda questa Donna Siro-Fenicia, che Lo prega con insistenza, e con tanta perseveranza, nel chiedere la guarigione di sua figlia. Anche a noi, oggi, Gesù ripete: “Pregate sempre, senza stancarvi…, perché tutto quello che domandate nella Preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto” (Mc 11, 24). Infatti, altrove ci dirà: “Tutto è possibile per chi crede” (Mc 9, 23). Questo, è quanto successo alla Donna di oggi: Lei non è indietreggiata di fronte la risposta di Gesù, non si è scoraggiata. Di per sé, avrebbe anche potuto risentirsi ed andarsene via, esasperata! Ma niente di tutto cio! Lei, del resto, non era preoccupata per sé, ma per la figlioletta che stava male! Per cui, costi quel che costi, deve poterla aiutare. Dimentica di sé stessa, accetta l’umiliazione, e ribatte con parole così tenere e compassionevoli, da ottenere la “Misericordia”, di cui aveva tanto bisogno. Sarà grazie alla forza di questa sua “Umana parola”, che Gesù risponde, precisanto: Non per la tua Fede, bensì “Per questa tua parola, va’, il demonio è uscito da tua figlia” (v 9). Questo ci dice che, anche la forza delle nostre :Umane parole”, se sorrette dalla f
Fede e dall’miltà, daranno un immenso valore alle nostre Suppliche. Spesso, è pur vero, che non sappiamo Pregare, e Sant’Agostino ci dice, che noi non otteniamo ciò che chiediamo, perché:
1°)- “Aut-Mali”: Ovvero, siamo cattivi, e prima di tutto dovremmo chiedere di essere più buoni.
2°)- “Aut-Male”: A dire, che si prega senza costanza ed occorre tanta fede, pazienza e amore.
3°)- “Aut-Mala”: è quando si chiedono cose cattive, che ad ottenerle, sarebbero dannose all’anima o al corpo, o agli altri. Occorre, quindi, chiedere con umiltà e correttezza al Signore, tutto quando ci sta a cuore! Infatti, la Donna: “Venne e si prostrò ai suoi piedi”. chiedendo sempre cose buone, ovvero: “Che scacciasse da sua figlia il demonio!” Imitiamo, pertanto, questa Donna pagana, intrepida e coraggiosa, perché a lei, per credere nel Signore, sono bastate le briciole, mentre ai Giudei, (I “Tanti”, che spesso sono nostra “Metàfora), a loro, forse, non è bastato “il Pane” sostanzioso, che veniva Loro offerto, ogni giorno, da “Chi” viveva con loro: “In opere e parole”! Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
