
Inizio del “Particolare Anno di San Francesco” a Terranova da Sibari, 11 Febbraio 2026
Terranova da Sibari ha vissuto un momento di intensa spiritualità e profonda comunione ecclesiale in occasione dell’apertura ufficiale del “Particolare Anno di San Francesco”, indetto da Papa Leone XIV insieme ai Ministri Generali della Famiglia Francescana, per la celebrazione dell’VIII Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi.
La solenne celebrazione si è svolta presso la comunità francescana di Terranova da Sibari ed è stata presieduta dall’Arcivescovo, alla presenza del Ministro Provinciale di Calabria, fra Mario Chiarello, del Padre Guardiano fra Gaetano, del Padre Parroco fra Gaetano Paolo, dei religiosi e delle religiose, delle fraternità francescane del territorio, di numerosi sacerdoti, del Vicario foraneo e delle autorità civili e militari.
Un’assemblea raccolta e partecipe ha accompagnato l’inizio di questo tempo di grazia, che non rappresenta soltanto un calendario di eventi, ma un vero e proprio cammino spirituale per tutta la Chiesa. Nell’omelia, l’Arcivescovo ha salutato con gratitudine tutti i presenti, sottolineando come l’Anno di Francesco sia un “tempo favorevole” in cui lo Spirito Santo rinnova il cuore della Chiesa, delle fraternità e di ogni credente.
Richiamando l’antifona d’ingresso – «Venite: prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti» – il Presule ha evidenziato come Francesco sia stato anzitutto un uomo in ginocchio davanti a Dio, capace proprio per questo di stare in piedi davanti al mondo, libero, disarmato e pacificato.
Meditando sulle letture proclamate, l’Arcivescovo ha ricordato che la sapienza che attirava verso Salomone – e che lasciò stupita la regina di Saba – è la stessa sapienza che tanti hanno riconosciuto nella vita evangelica di Francesco: una sapienza non fatta di parole, ma di autenticità, umiltà e pace. «La bocca del giusto medita la sapienza», proclama il Salmo, ma è il cuore – ha sottolineato – il luogo decisivo della conversione.
Commentando il Vangelo, il Presule ha richiamato le parole di Gesù: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo», invitando a custodire il cuore, vero campo di battaglia della vita cristiana. Francesco comprese che la vera riforma nasce da un cuore riconciliato, capace di annunciare pace perché abitato dal Vangelo.
Al centro dell’omelia è risuonato il grande tema della misericordia, cuore del carisma francescano. L’Arcivescovo ha citato le parole di San Francesco rivolte a un ministro: nessun frate, per quanto abbia peccato, deve andarsene senza aver incontrato il perdono. Da questa intuizione nacque il dono del Perdono d’Assisi, l’Indulgenza della Porziuncola, segno di una misericordia “larga come il cuore di Dio”.
In continuità con questa grazia, Papa Leone XIV ha accompagnato l’Anno con il dono dell’Indulgenza plenaria, invitando frati, religiosi, laici, famiglie, giovani, anziani e malati a vivere un cammino di pellegrinaggio, preghiera e riconciliazione. Un appello forte è stato rivolto anche ai pastori, chiamati a rendere accessibile il perdono e a essere ministri di misericordia.
Concludendo, l’Arcivescovo ha indicato tre impegni concreti per questo Anno: custodire il cuore, credere che nessun peccato è più grande della misericordia di Dio e diventare testimoni disarmati e disarmanti della pace.
La celebrazione si è chiusa con l’affidamento dell’Anno a San Francesco e con l’augurio che diventa programma di vita per l’intera comunità:
«Il Signore ti dia pace».
