Commento al Vangelo di oggi

RIPARTIAMO DAL CUORE: IL MALE È DENTRO DI NOI.

In questo 2º Brano del capitolo Settimo, del Vangelo secondo Marco
(Mc 7, 14, 23), anche se gli Scribi e i Farisei sono assenti, tuttavia, sono sempre le questioni legali sulla purità ed impurita’, ed in particolare la loro interpretazione restrittiva della Legge, che finiscono per assorbire tutta l’attenzione della vita “Religiosa”, anteponendo una lettura Legalistica, all’Amore per gli altri. Nella Toràh venivano distinti: I cibi “Kasher” (ossia, “Leciti”), da quelli “Taref”(ovvero,
“Non leciti”), con un valore normativo del tutto particolare. Ancoràti a questo retaggio legalistico, nè la Folla, nè gli stessi Discepoli, comprendono la Parabola di Gesù. Per cui si rende necessario, che il Maestro spieghi loro, il senso profondo della Parola annunciata. Non è certo, da parte di Gesù, l’invito a “trasgredire” le leggi, consumando, ad esempio, carne di animali proibiti. E’ piuttosto un invito, ad evitare quella ipocrisia, che si concentra sulla superbia umana! Più che sugli alimenti, fa capire Gesù, l’impurita’ si contrae tutte le volte che si antepone sè stessi e il proprio egoismo, al bene dei fratelli. Infatti, – ci ricorda San Paolo – “Tutto cio’ che è stato creato da Dio è buono, e nulla va rifiutato” (1Tm 4, 4). Purtroppo, l’esperienza nel mondo, ci dimostra che l’uomo, dopo il Peccato delle Origini, “tendenzialmente, è rivolto al male. Lo stesso San Paolo diceva: “Io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio” (Rm 8, 19). A questo punto, nel Vangelo, Marco, riportando le parole di Gesù, precisa un lungo catalogo di 12 vizi: “Impurità, furti, omicidi, adultèri, ecc. (vv 21-22), che trovano la sorgente, “non fuori”, ma “nel cuore” dell’uomo: “Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori, non può renderlo impuro?” (v 18b). In tal modo, Gesù, rendeva “puri”, tutti gli alimenti (v 19). Non “da fuori”, quindi, ma “da dentro”, provengono: la Purezza…e la Contaminazione. Per Gesù, è il “Cuore” che deve essere pulito, libero, e retto, perché è lì, che abita Dio: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5, 8). La norma ultima, per fare la volontà di Dio, viene sempre e solo, dal discernimento del nostro Cuore. C’è da chiedersi: “Siamo mossi da Dio, o dal demonio?; Dall’Amore o dall’egoismo?” Perciò, non coltiviamo l’illusione di sentirci “in regola”, diremmo: “a posto” con Dio, sol perché tante volte, da bravi “Fantocci”, siamo capaci di osservare “scrupolosamente”, ogni piccolo precetto, trascurando, poi, l’Amore che ci rente figli “Adulti” e, responsabilmente, “Liberi!”: “Guide cieche, che filtrate il moscerino – ci direbbe Gesù – e ingoiate il cammello!” (Mt 23 24). Anche nelle nostre Parrocchie, allora, (Cominciamo proprio da quì): Cerchiamo di essere “seri”, come Dio è “serio”, e che la nostra Fede, non sia da confondere con le obsolete “abitudini”, che spesso caratterizzano le nostre Comunità, o peggio, una Fede che si impantana nella sabbia di piccole e vuote prescrizioni! Recuperiamo, pertanto, la nostra libertà interiore, per vivere – finalmente – e “gioiosamente”, da veri Discepoli del Signore. Ci siano d’incoraggiamento, anche le parole di Sant’agostino: “Ama, e fa’ ciò che vuoi”. Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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