Commento al Vangelo di oggi

SFIORACI SIGNORE, ALMENO COL LEMBO DEL TUO MANTELLO.

Oggi nel Vangelo (Mc 6, 53-56), vediamo questo grande “potere del contatto” con Gesù, che sperimentano coloro che arrivano “a toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano, venivano salvati” (v 56). In tanti, che pure provenivano da ogni parte (Infatti i bisogni e le malattie, si sa, non hanno “confini”!) accorrevano a Lui, e come abbiamo ascoltato, ambivano semplicemente anche solo “toccare” un lembo, ovvero, una infima parte del suo vestito. L’Evangelista Marco, specifica, inoltre, che da Gesù venivano non “guariti”, ma “salvati” (v 56c). Lui, Gesù, è Medico, di una medicina che “sana”, ma soprattutto che “salva”, assicurando così, una piena guarigione: Nel corpo e nello spirito! Ecco perché ci chiede di cercarLo, di incamminarci, sorretti e guidati dalla sua Luce, nel viaggio della nostra Conversione. Ma dobbiamo anche chiederci: Viviamo con fede anche noi, questo “contatto” con Gesù, nella santa Comunione? È molto più che “toccare” un lembo del suo mantello! Infatti noi, nell’Eucarestia, riceviamo il suo Corpo dentro di noi, che ha il potere di “guarire” le nostre Anime. “La Santa Eucarestia – diceva sempre
Sant’Ignazio d’Antiochia, è “Farmaco di Immortalità”! Questo “Farmaco”, ci deve “curare” da tutto cio’ che ci separa da Dio e dagli altri, vero “antidoto” all’individualismo, al protagonismo, e all’egoismo, che spesso caratterizzano la nostra vita quotidiana, facendoci così recuperare, la centralità e la cura delle Relazioni, a partire dalle nostre Famiglie, dalle nostre Comunità Parrocchiali. Tante volte (Mea culpa!), anche noi, non sappiamo riconoscere di essere “malati”, bisognosi nel corpo e nello spirito, pronti a farci guarire. Ci riesce persino difficile tante volte, metterci in ginocchio e Pregare. Ecco, abbiamo tutti bisogno di accostarci a Cristo con fiducia e grande fede, perché. solo Lui, ci svela il volto di un dio compassionevole, che non ama la malattia, ma il Malato, ed accoglie tutti, riservando soprattutto agli ammalati (Che all’epoca, purtroppo, venivano considerati dei “maledetti da Dio), un’attenzione, mai ricevuta. Ecco perché l’esperienza cristiana, finché si ferma ad essere solo una mera esperienza intellettuale e teorica, non cambia la nostra vita. Abbiamo bisogno di fare esperienza di Cristo: Vivere questo “contatto” con Lui, e sicuramente: La Preghiera, i Sacramenti, ed il confronto con la sua Parola, ci aiuteranno a vivere questa esperienza di vera conversione! Pronti, così, ad indirizzare i nostri passi, lungo la strada percorsa da Cristo, perché “ci sfiori, anche solo, con il lembo del suo mantello!” Pertanto, Signore, ti Preghiamo: Guarisci nel profondo, ciascuno di noi, e donaci la Salvezza del Corpo e dello Spirito. Amen.
A tutti, auguro di cuore, una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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