
Mirto Crosia, 1° febbraio 2026
Apertura dello Speciale Anno di San Francesco e Giornata della Vita Consacrata: grande partecipazione e profonda emozione nella parrocchia di San Francesco di Mirto Crosia
Si è celebrata domenica 1° febbraio 2026, presso la parrocchia di San Francesco di Mirto Crosia, la Giornata della Vita Consacrata, vissuta quest’anno in un contesto di straordinaria rilevanza ecclesiale e spirituale per l’apertura dello Speciale Anno Giubilare francescano, indetto in occasione degli 800 anni dal transito di San Francesco d’Assisi, per volontà di Papa Leone XIV.
Il Santo Padre, accogliendo l’eredità spirituale del Poverello di Assisi, ha voluto che durante questo Anno speciale fossero elevate a chiese giubilari le chiese conventuali dei Frati e tutte le chiese dedicate a San Francesco, concedendo ai fedeli la possibilità di ottenere la speciale indulgenza plenaria, segno concreto di misericordia, riconciliazione e rinnovamento del cuore. Una decisione che ha suscitato grande entusiasmo e profonda partecipazione nella comunità parrocchiale di San Francesco di Mirto Crosia, chiamata a vivere questo tempo come autentica occasione di grazia.
La celebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo, ha riunito consacrate e consacrati, fedeli laici e famiglie, dando avvio solenne a un cammino giubilare che si inserisce idealmente nella continuità del Giubileo Ordinario della Chiesa e richiama con forza l’attualità del messaggio francescano di pace, fraternità e cura del creato.
Nell’omelia, l’Arcivescovo ha richiamato il “monte delle Beatitudini” come luogo simbolico della rivelazione di Dio, che sceglie ciò che è piccolo, povero e fragile. In questo orizzonte evangelico si inserisce la vocazione della vita consacrata, definita – secondo le parole del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata – come una autentica “profezia della presenza”: una presenza che resta accanto ai popoli feriti dalla guerra, dalla povertà e dall’esclusione, testimoniando un Dio che non abbandona l’umanità.
Richiamando le letture bibliche della liturgia, l’Arcivescovo ha sottolineato come la vita consacrata incarni una sapienza diversa, quella di Dio, che sceglie ciò che è debole per confondere ciò che è forte, diventando segno di speranza, pace e fedeltà silenziosa nel quotidiano. Le Beatitudini sono state indicate come il cuore pulsante di questa vocazione: povertà di spirito, mitezza, misericordia, impegno per la pace e per la fraternità.
In questo contesto, la figura di San Francesco d’Assisi è stata presentata come testimone luminoso di una vita totalmente donata al Vangelo. A ottocento anni dalla sua morte, la sua esperienza continua a generare frutti di pace, gioia, fraternità e cura del creato. La sua povertà, ha ricordato l’Arcivescovo, non fu rifiuto del mondo, ma una scelta radicale di amore autentico per ogni creatura.
L’apertura dello Speciale Anno Giubilare francescano, iniziato solennemente alla Porziuncola lo scorso 10 gennaio, è stata descritta non come una semplice commemorazione, ma come un tempo di memoria viva e di rinnovamento, un invito rivolto a consacrati e laici a interrogarsi sul Vangelo vissuto, sulla pace costruita e sulla fraternità testimoniata nella vita quotidiana. L’indulgenza concessa ai pellegrini è stata indicata come un dono che chiama alla conversione del cuore e a un nuovo inizio nella sequela di Cristo.
Concludendo, l’Arcivescovo ha rivolto un sentito ringraziamento alle donne e agli uomini consacrati per la loro perseveranza, invitando tutta la comunità cristiana a fare proprie le parole chiave di questo tempo: restare, consolare, ricominciare. Un appello a diventare, ciascuno secondo la propria vocazione, uomini e donne delle Beatitudini, capaci di trasformare la storia con la forza mite del Vangelo.
La celebrazione ha rappresentato per la comunità di Mirto Crosia un momento di intensa comunione ecclesiale e l’inizio di un cammino giubilare vissuto con entusiasmo, fede e speranza, sotto il segno di San Francesco, pellegrino di pace e profeta di fraternità universale.

