Commento al Vangelo di oggi

GIOVANNI ED ERODE: CHI HA PERSO LA TESTA ?

Nella pagina odierna del Vangelo (Mc 6, 14-29), Giovanni Battista, con coraggio profetico, denuncia e rimprovera il comportamento illegittimo di Erode: “Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello!” (v 18). Ma si sa, è sempre rischioso muovere rimproveri ed accuse ai “potenti” (di sempre!), così Erode, illudendosi di far “tacere” la sua coscienza, senza processo alcuno, arrivò a sopprimere l’ultimo dei Profetti biblici (Anzi: “Il più grande che fosse mai nato da Donna!), che per lui era diventato un accusatore impertinente, da far tacere per sempre! Anche se controvoglia, va precisato, perché lo apprezzava e lo ascoltava con rispetto (v 20). Ecco perché nel confronto tra Giovanni ed Erode, in tanti si sono chiesti: Ma chi dei due, in definitiva, ha perso veramente la testa? Certo il Battista muore per Cristo, che è la Verità. E proprio per il suo Amore alla Verità, non ha avuto paura di rivolgere “parole forti”, a chi viveva nel peccato. Non ha temuto il giudizio umano, la persecuzione, la calunnia, e la morte, perché consapevole della sua Missione: “Bisogna obbedire a Dio, piuttosto che agli uomini” (At 5, 29). Verrà il
giorno per tutti – ci ammonisce il CCC (Catechismo della Chiesa Cattolica), al n. 678 – in cui leggiamo: “La condotta di ognuno e il segreto dei cuori, saranno portati alla luce. Allora sarà condannata l’incredulità colpevole, che ha ritenuto nulla, la Grazia offerta da Dio”. Quanta brava gente, anche oggi, nelle nostre Parrocchie, confondono, ahimè, “superstizione” e “Fede”. In tanti, spesso, vanno alla ricerca di santoni o maghi dei rotocalchi, quando, addirittura, non “corrono” dal loro “Santo preferito”, ritenuto “speciale”, per manifestare a lui tutta la loro “interessata” devozione, e magari, poi, di contro, non partecipano mai, né alla Santa Messa, né ad altre attività Parrocchiali.
Immagino, a questo punto, godendo di molta fantasia: Tutta l’Ironia di Dio. La morte di Giovanni, prelude la morte di Gesù e di quanti saranno “inviati” nel suo nome! Questo brano Evangelico, posto dopo l’invio in
Missione dei Dodici, prelude il destino di ogni missionario, e di ogni “Testimone”
(“Martire”) di Cristo. Il banchetto di Erode nel suo Palazzo, fa da contrappunto, a quello imbandito da Gesù nel deserto, nei versetti a seguire (Mc 6, 30-44). Nel primo, si “festeggia”, e si conclude con una “morte”; Nel secondo, si prefigura il Memoriale della Morte del Signore, che diventa Dono di Vita per tutti noi! Marco, poi, fra le tante opinione della gente e di Erode, fa giungere fino a noi, questa “sottesa” domanda: “Chi è Gesù, per te?” Valga per tutti noi, la risposta del Centurione alla Croce: “Veramente quest’uomo era il Figlio di Dio!” (Mc 15, 39). Ma quante volte, diciamocelo apertamente, anche i nostri “banchetti umani” (E Dio non voglia quelli “Ecclesiali”), sono caratterizzati dalla ricchezza, dal potere, orgoglio, lussuria, intrighi, rangori ed ingiustizie, dove abbondano anche tante vivande “velenose!” Invece il Banchetto di Gesù, ha solo la semplice fragranza del Pane, dell’Amore che si dona, e diventa Lievito di condivisione e fraternità! Prepariamoci allora alla vera “lotta”. Il regno di Dio – diceva Gesù – appartiene ai “Violenti”, a coloro, cioè, che sanno “lottare” contro i propri vizi, che sanno fare “violenza”, non verso gli altri, ma verso sè stessi, verso le proprie passioni ed i propri peccati. Interroghiamoci, pertanto, sulla “qualità” della nostra Testimonianza Cristiana! Quanti ancora oggi, vengono perseguitati, torturati, ed uccisi, per la loro Fede in Cristo Gesù! Ricordo sempre, il nostro amato e compianto Arcivescovo, Mons. Andrea Cassone, che era solito ripetere: “Non possiamo essere Cristiani da “Poltrona e Pantofole!” Quanta Saggezza! Forse a noi, non verrà chiesto di “morire” per Gesù, ma almeno, di “vivere” per Lui,
“Sì!” Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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