Commento al Vangelo di oggi

IL REGNO DI DIO, CI SORPRENDERÀ SEMPRE !

Nella sua opera di Evangelizzazione, Gesù cerca sempre di essere semplice e chiaro, in modo che la gente che lo ascolta, possa comprendere quanto Lui annuncia!
Così, anche la pagina del Vangelo di oggi (Mc 4, 26-34), usa delle similitudini, che riflettono un’esperienza molto vicina, alla vita dei suoi (contemporanei) “Ascoltatori”; Come ad es.: “Un uomo che sparge il seme nella terra”; “Il seme che germoglia e cresce”; “La terra che produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga” (v 26-28). È con queste semplici immagini, che Gesù, parla del Regno di Dio: Un Regno di santità e grazia, di Verità e Vita, di Giustizia, Amore e Pace (Dal Prefazio della Solennità di Cristo Re), e che Lui è venuto a “seminare” primariamente dentro ognuno di noi, e successivamente nel mondo intero! Questo “seme”, tutti lo abbiamo ricevuto col santo Battesimo, ora tocca a noi far “fruttificare” questi Doni, che ci sono stati consegnati quel giorno, trasformando: La Grazia, la Santità, la Verità, in opere buone di servizio, quali: la Carità, la cortesia, e la generosità, per rendere sempre più gioiosi, coloro che ci circondano, a partire dalle nostre Famiglie. dalle nostre Comunità, all’intera società. Il “seme”, inizialmente è piccolo, proprio, come “un granellino di senape…” ma poi diviene il più grande di tutti gli ortaggi” (vv 31- 32). È sempre la forza di Dio, con la nostra povera, ma irrinunciabile collaborazione, a far crescere con sorprendente vigore, la diffusione del suo Regno nel mondo. Un Regno, quello di Dio che, sempre, ci sorprenderà, perché al fascino, unisce il Mistero! Tuttavia, va precisato che ogni “Seme Divino”, non va in cerca di “visibilità”, proprio perché per sua natura, è silenzioso ed umile, piccolo e nascosto! Infatti, Gesù stesso dirà a Pilato: “Il mio regno non è di questo mondo…”(Gv 18, 36). È Lui, il “Seme” più importante di Dio, e quale Figlio Unigenito, proprio per divenire “Seme fecondo”, dovrà calarsi nelle “viscere” della terra, con la sua Morte, per germogliare e portare frutti di universale Salvezza! Occorre perciò, tanta Fede e pazienza, da alimentare con l’umiltà e la purezza del cuore, per arrivare a comprendere ed accogliere nella nostra vita, lo sviluppo dei tanti “Progetti
divini”, senza la pretesa assurda, per la nostra piccolezza, di volerli misurare con i nostri criteri umani. Dio, sia ben chiaro, ci sorprenderà sempre, perciò. “Fidiamoci” di Lui. Nella storia, ahimè, tutti i grandi “Guai”, sono derivati dalla Superbia; Solo le “Meraviglie”, sgorgano dall’Umiltà. A questo proposito, Cicerone, ebbe a scrivere: “Historia, Magistra Vitae est, sed non habet Discipulos” – “La Storia è Maestra di Vita, ma non ha Discepoli”! Purtroppo, sappiamo bene, che nessuno è disposto a migliorare la propria vita, a partire da un passato che insegna! Ecco, allora, il grande compito per ogni Cristiano: Aiutare ogni uomo, nel recupero della sua dignità, sia esso “schiavo” o “padrone”, “colto” o “ignorante”, disposti anche ad andare a trovarlo fin “sotto-terra”, pur di aiutarlo a crescere nella sua libertà, facendo sì, che con la nostra solidarietà, anche per lui, il Regno di Dio, possa crescere, e giungere a pienezza. Auguro a tutti di cuore, sempre, una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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