
DIO AMA LA SERIETÀ.
Dopo aver letto il brano del Vangelo di oggi (Mc 3, 7-12), volendo usare un linguaggio moderno, tanto caro ai giovani, verrebbe da dire che Gesù, per i suoi tempi, è stato un “Trascinatore di folle”, un vero e proprio “Influencer”, soprattutto per quella “folla enorme, che lo seguiva dalla Galilea, dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumèa e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne (vv 7-8), magari persone per lo più, povere e semplici, ma certamente deluse dagli insegnamenti di quei falsi Rabbini, che: “Imponevano sulle spalle della gente pesanti fardelli, che loro nemmeno sfioravano con un dito” (Mt 23, 4). Gesù, invece, gode di una particolare attrattiva, sia per la “trasparenza” del suo insegnamento, che per la sua coerenza di vita: “Insegnava loro come uno che ha autorità”
(Mc 1, 22). Il
Signore Gesù, sa immedesimarsi nella storia della sofferenza umana, ne percepisce profondità e drammaticità, ecco perché, fiduciosi e attratti dai suoi prodigi, si accostavano a Lui, gente di ogni ceto: Malati del corpo e nello spirito, ma soprattutto persone affamate ed assetate di Verità. Tuttavia, è da considerare che i Miracoli per Gesù, sono soltanto “segni” tangibili del suo Amore e della sua Missione di Salvezza. Mai vogliono essere espressione di potere e, ancor meno, motivo di “trionfo”. Questo ci testimonia, in una sola parola, che: “Dio ama la serietà”! Ecco perché ordina agli spiriti immondi, che pure conoscevano la sua vera identità: “Tu sei il Figlio di Dio:
(v 11b) di tacere”…. Ed imponeva loro severamente di non svelare chi fosse” (v 12). Nondimeno, va sottolineato, che i destinatari del Vangelo secondo Marco, erano provenienti dal mondo pagano, dove la “Grandezza” e la Spettacolarità”, si misuravano dai trionfi e dalle acclamazione negli Stadi! Gesù vuole così evitare, che gli interventi di Dio, nella vita di ciascuno di noi, vengano valutati con gli stessi parametri. Dio è “silenzio eloquente”, preferisce agire nel “silenzio”, nella profondità della nostra Anima. Lui non ama: nè la notorietà, nè tanto meno la spettacolarità. E
poi, non dimentichiamo anche, che siamo nell’Ottavario di Preghiera, per l’Unità dei Cristiani. Gesù accoglieva tutti e cercava il bene di tutti. Invece noi, registriamo un preoccupante “paradosso: Rendiamoci conto di come, dopo venti secoli di Cristianesimo, ancora il “sogno” di Gesù: “Che tutti siano una cosa sola…, perché il mondo creda” (Gv 17, 21), oggi più che mai, è diventato un’utopia, una vera e propria “sfida”! Ci troviamo ancora di fronte a un peccato “storico”: I Cristiani ci siamo divisi in: Cattolici, Ortodossi, Aglicani,
Luterani…e una lunga sfilza di Confessioni Cristiane! Cosa possiamo fare, oltre che Pregare? Partiamo allora, del nostro “piccolo”, dalle nostre Parrocchie, dalle nostre Diocesi, dai nostri Gruppi, per coltivare questa “Relazione di Unità”, vero volto di una Chiesa Sinodale, che sempre più deve aspirare a diventare: “Un cuore solo e un’anima sola”
(At 32, 34). Con questa grande speranza nel cuore, continuiamo la nostra Preghiera. Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
