
Nella serata di ieri, 19 gennaio 2026, nell’ambito della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, si è svolta una solenne celebrazione ecumenica nella chiesa dei Santi Nicola e Leone, caratterizzata da un intenso clima di raccoglimento, fraternità e comunione.
L’incontro di preghiera, accuratamente preparato dalla Commissione Ecumenica Diocesana, si è sviluppato attorno al tema paolino:
«Un solo corpo, un solo Spirito, una sola fede, un solo battesimo» (Ef 4,4-5), cuore teologico del cammino ecumenico.
Hanno preso parte alla celebrazione, in rappresentanza delle diverse Chiese cristiane:
S.E. Mons. Maurizio Aloise, per la Chiesa cattolica;
Padre Atanasio Marcacci, per la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico;
Suddiacono Roman Stefan, della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, Parrocchia Ortodossa Romena di Crotone;
Pastore Stefano Rugna, rappresentante della Chiesa Evangelica Pentecostale Bethel.
La preghiera ha seguito uno schema ispirato all’ufficio mattutino della Chiesa Apostolica Armena, che quotidianamente celebra il mistero di Cristo come “Luce da Luce”, espressione centrale del Credo niceno-costantinopolitano. I testi e le riflessioni di questa edizione della Settimana di Preghiera sono stati infatti preparati dai fedeli della Chiesa Apostolica Armena, in collaborazione con le Chiese armene cattolica ed evangelica.
Durante la celebrazione sono stati proclamati diversi brani della Parola di Dio, con particolare riferimento al Vangelo di Giovanni, nel quale Gesù annuncia la propria morte come elevazione da terra, capace di attirare tutti a sé.
Nella celebrazione ci sono stati I contributi omiletici:
Nel primo intervento, padre Atanasio Marcacci ha sottolineato come la preghiera rappresenti al tempo stesso il punto di partenza e il punto di arrivo del cammino verso l’unità dei cristiani: solo nella preghiera condivisa è possibile riconoscersi fratelli e sorelle e affidare allo Spirito Santo ciò che ancora divide.
Il pastore Stefano Rugna ha posto l’accento sull’azione dello Spirito del Signore, vero protagonista dell’unità della Chiesa, che opera non solo interiormente ma anche attraverso i comportamenti concreti che lo Spirito stesso suscita nei credenti.
Nel suo intervento, S.E. Mons. Maurizio Aloise, rivolgendosi ai rappresentanti delle Chiese cristiane presenti, ha ricordato come il titolo della celebrazione, “Luce da Luce per la Luce”, sia al tempo stesso confessione di fede e chiamata.
Richiamando il Credo niceno-costantinopolitano, ha sottolineato che la fede professata nel Credo costituisce una comunione reale tra i cristiani, citando le parole di Leone XIV, che invitano a non venir meno nell’impegno per l’unità, pur nella consapevolezza delle ferite e delle divisioni del passato.
Commentando il passo della Lettera agli Efesini, l’Arcivescovo ha ricordato come san Paolo, scrivendo da prigioniero, annunci una luce che nasce non dal successo ma da una vita donata. L’unità della Chiesa, ha affermato, non è uniformità, ma armonia di doni e ministeri, custodita attraverso atteggiamenti concreti di umiltà, mitezza, pazienza e amore reciproco.
La riflessione si è poi estesa alla dimensione sociale dell’unità, alla luce del profeta Isaia: un’unità autentica diventa credibile solo quando si traduce in giustizia, condivisione e attenzione ai poveri, diventando luce per chi vive nel buio della guerra, della povertà e della solitudine.
Infine, il Vangelo di Giovanni ha offerto la chiave ultima: la croce come luogo in cui la luce di Cristo si manifesta pienamente, attirando tutti senza esclusioni. Essere “figli della luce” significa allora diventare, a nostra volta, luce da luce per la luce, vivendo la diversità come dono e non come minaccia.
Un saluto di preghiera è stato rivolto anche dal rappresentante della Chiesa Ortodossa Romena. La celebrazione si è conclusa con la professione comune del Credo niceno-costantinopolitano e la recita del Padre nostro, segno visibile della fede condivisa che unisce i cristiani.
Sono stati infine annunciati altri appuntamenti a livello diocesano, che continueranno a segnare e qualificare l’attenzione della Chiesa locale verso il valore del dialogo ecumenico e del cammino di unità tra i cristiani.
