Commento al Vangelo di oggi

QUANDO GESÙ È CON NOI, È SEMPRE FESTA.

Il CCC (Catechismo Chiesa Cattolica), al numero 2.100 ammonisce che: “Ogni Sacrificio esterno, per essere autentico, deve essere espressione di un Sacrificio Spirituale, cioè, interiore” (Dove solo Dio “Vede”). Gesù, a questo proposto, ci ricorda le parole del profeta Osèa: “Misericordia io voglio e non sacrifici” (Mt 9, 13). Oggi, nel brano del Vangelo (Mc 2, 18-22), possiamo verificare come i Giudei, oltre al digiuno prescritto nell’Antico Testamento, per il “Giorno della Espiazione”: “Nel settimo mese, nel decimo giorno del mese…,sarà per voi un sabato di riposo assoluto, e così vi umilierete; è una legge perenne” (Lv 16, 20a.31), loro osservavano tanti altri “digiuni”, spesso solo espressione di una religiosità legata al conformismo e alla consuetudine, carica di tanta presunzione: “Io non sono come gli altri uomini…- dirà il Fariseo al Tempio – : Digiuno due volte alla settimana e pago le decime…(Lc 18, 12). Il fatto che Gesù non inculchi questa pratica del digiuno, sorprende tutti, e agli occhi dei discepoli di Giovanni Battista e dei Farisei, sembra essere una vera “omissione” nei suoi Insegnamenti. Ma così non è! Gesù intende dare un senso nuovo a questa pia pratica del digiuno, davvero importante, tant’è che caratterizza anche, tante altre Religioni. Ma del resto, anche Lui, Gesù, per prepararsi alla vita pubblica, ha digiunato quaranta giorni nel deserto, e ha tanto raccomandato a noi, che la Preghiera, si rafforza con il Digiuno! Ai Farisei, tuttavia, Gesù, per tutta risposta, consegna loro una motivazione fondamentale: “Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo Sposo è con loro? Finché hanno lo Sposo con loro non possono digiunare” (v 19). Ecco perché possiamo affermare che: Quando Gesù, (lo “Sposo”, è con noi (la Chiesa), è sempre in Festa! Del resto, secondo l’insegnamento Profetico, lo Sposo è Dio stesso, che manifesta il suo Amore verso tutta l’Umanità (Nell’Antico Testamento, rappresentata da Israele, anche se spesso si è dimostrato “Moglie infedele” – e “Gente di dura cervìce!”-Es 32, 9). Qui Gesù, paragonandosi a Jahvè, sta dichiarando la sua piena Divinità, e chiama i suoi discepoli: “Amici dello Sposo!”. Tuttavia, anch’essi, come il loro Maestro, conosceranno, la pratica del “digiuno”: “Quando lo Sposo sarà loro tolto, allora, in quel giorno, digiuneranno”
(v 20). Mi piace pensare, tuttavia, che mentre Gesù parlava, ci fossero ad ascoltarlo, anche tante Mamme, magari povere e semplici, ma esperte nel praticare i “rammenti” sulle stoffe, e tanti bravi Contadini, che vendemmiavano, e sapevano bene, che il Vino nuovo, non si mette mai, in Barili (Otri) vecchi! Così, la Buona Notizia del Vangelo, che Gesù annuncia, ci rappresenta questo “Vino Nuovo”, che non può essere racchiuso nei “Vecchi schemi” di una Religiosità solo “rituale”, di “facciata”, e soprattutto “legalista”. Tra l’altro, il termine “Religione”, etimologicamente, deriva da “Re-ligàre” = “Legare insieme”, ad evidenziare, cioè, il “legame” tra l’Uomo e Dio! Ecco che Gesù, vuole che questo “Legame”, sia davvero “Liberante”, per questo ci chiede “Vestiti nuovi” e “Otri nuovi”, ossia: Un cambiamento radicale (e di serietà, soprattutto!) nella nostra vita quotidiana! È in questa prospettiva, che ogni esperienza di Fede, deve essere ripensata e vissuta, ovvero con spirito di Gioia e Speranza Evangelica. Auguro pertanto a tutti, di Cuore, una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

condividi su