Commento al Vangelo di oggi

LA TESTIMONIANZA DEL BATTISTA: “ECCO L’AGNELLO DI DIO “!

Il Vangelo di questa Domenica (Gv 1, 29-34), sempre sulla lunghezza d’onda dell’Epifania (“Manifestazione” di Gesù), parte, unitamente ai versetti successivi (vv 51-52), dal noto “racconto di vocazione”, dove viene riportata la Testimonianza di Giovanni Battista, che identifica Gesù, con i suoi due Titoli Messianici: “Agnello di Dio” (v 29b), e “Figlio di Dio” (v 34). Questo riconoscimento, avviene tramite l’Esperienza dello “Spirito Santo, che discende, come colomba e rimane su Gesù” (v 32). Un “Segno”, che conferma la Vocazione e la Missione di Giovanni: “Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo…, (Ma) io ho visto e ho testimoniato”
(vv 30.34). Anche se nel Vangelo secondo Giovanni, non viene fatta menzione del Battista, che battezza Gesù, tuttavia, sara’ lui a indicarlo primariamente: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato nel mondo”! Volendo commentare questo primo Titolo Messianico di Gesù, diciamo anzitutto, che il termine “Ecco”, in greco, è praticamente un imperativo, come a dire: “Guarda”, “Vedi” Di per sé, questo è il grande dono che il Battista ha ricevuto: Poterlo “Riconoscere”, ed Indicare al mondo. Ed ancora, mentre gli altri Vangeli, registrano i “dubbi” sul Messia, da parte del Battista: “Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?” (Mt 11, 3), l’Evangelista Giovanni ci dice che Gesù, non solo è il Cristo, ma che “Egli eserciterà la sua forza, con la Liberazione dell’uomo dal peccato! Ecco perché Gesù, è il vero “Agnello di Dio” (Un titolo, oggi, quasi “logorato” dall’uso, sostiene ironicamente qualcuno!), ma il termine “Agnello”, rimanda all’Agnello Pasquale, che sacrificato nel Tempio, veniva poi consumato in Famiglia, durante la Cena-Veglia (notturna) della Pasqua, che evocava la liberazione di Israele dalla schiavitù Egiziana, e soprattutto, la Redenzione Messianica, prefigurata
nell’Esodo. In effetti, Giovanni, nel racconto della Passione di Gesù, sottolinea un particolare importante, quello, cioè, che sulla Croce: “Non gli vengono spezzate le gambe”, quale compimento della prescrizione riguardante l’Agnello Pasquale: “Non ne spezzerete alcun osso” (Es 12, 46b). Questo, ci dice chiaramente, che per Giovanni, Gesù
è Il vero “Agnello Pasquale, che con il suo Sacrificio, ha operato la Salvezza definitiva dell’Umanità, come già era stato indicato dal profeta Isaia, nel suo ” Carme, sul “Servo del Signore”, nell’annuncio della Passione, paragonandolo proprio: “Ad un agnello condotto al macello!”. L’Opera di questo Agnello, anche se rappresenta una figura di per sé, inerme e debole, tuttavia, è poderosa: “Toglie il peccato del mondo”, cioè: Vince la forza del male, la ribellione a Dio e l’inimicizia con Lui, ma soprattutto, vince l’incredulità del mondo, di fronte alla Rivelazione di Gesù. Lo stesso participio del Verbo “Togliere” (“Airo” in greco, o “Tollit” in latino), tradotti in italiano con “togli”: “Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo…!”, così preghiamo nella Santa Messa!), in effetti, sarebbe meglio tradurlo col Verbo: “Caricarsi” o “Prendere su di sé”, come dicevamo, ben descritto da Isaìa: “Agnello condotto al macello…, che portava (su di sé) il peccato di molti” – di tutti – (Is 53, 7.12). Per cui, la traduzione ottimale e più rispondente alla Verità biblica, oggi, dovrebbe poter essere: “Agnello di Dio, (che ti sei caricato dei nostri peccati”), che “porti su di te” i nostri peccati, abbi pietà di noi! In tal modo, Gesù, diventa Colui che ci riconcilia col Padre, ristabilendo la perfetta comunione con Lui, e come Promesso (Io sono sempre con voi…”- Mt 28, 20), ci sosterrà sempre con la sua Grazia, perché il suo “Sacrificio”, possa essere ancora “efficace”, anche per la nostra Salvezza. Auguri di cuore, per trascorrere una serena e Santa Domenica.

don Michele Romano

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