Commento al Vangelo di oggi

“RIMETTERE I PECCATI”: È SOLO UNA PREROGATIVA DIVINA.

Il trittico di verbi, che riassumono l’intera Missione Salvifica di Gesù, possono essere così sintetizzati: Perdona, Insegna, e Guarisce. Oggi nel Vangelo (Mc 2, 1-12), Gesù compie un Miracolo straordinario: Sana un povero paralitico. Ma in ogni cosa che Gesù fa, è pur certo, che cerca sempre ciò che è meglio e più importante per ciascuno di noi: La “Salvezza dell’Anima!” Infatti, nel Miracolo odierno, dove Gesù rimane ammirato dalla carità vera e disinteressata di questi “quattro” amici, che amorevolmente hanno accompagnato il poveretto da Gesù (Un Numero – il 4 – che qui diviene “Simbolo” ed “Icona” di noi tutti, quando siamo operosi nella Carità e nel Volontariato, perché, questo numero, biblicamente, rappresenta tutta l’Umanità, il Mondo intero, nella somma dei suoi Quattro punti Cardinali: Nord – Sud – Est – Ovest ), amici, che dovettero affrontare sicuramente, non pochi sacrifici, per calare dal tetto (Tuttavia, sappiamo che, allora, le case erano costruite con materiali leggeri, e facilmente asportabili), il loro povero amico paralitico! Notiamo, anzitutto, che: “Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: “Figlio, ti sono perdonati i peccati” (v 5). È da considerare, che e’ proprio la fede dei portatori, ad ottenerne: Prima il perdono dei peccati, e poi la guarigione fisica. Questa “priorità”, ci fa capire una verità imprescindibile: Per Gesù, la “paralisi” dello Spirito, è più grave di quella che immobilizza il corpo. Lui, essendo Figlio di Dio, ha il “potere” – Esclusivo – non solo di “guarire”
(Entrare, cioe’, nel mondo delle nostre fragilità!), ma, quale “Prerogativa Divina”: “Rimettere anche i Peccati” (Checché ne possano dire gli Scribi, perche’ per Lui, non c’è spazio per i loro sterili moralismi). Importante, poi, attenzionare, nella finale del Miracolo, l’Inno di lode e di ringraziamento, che sgorga spontaneo, dal cuore della gente “semplice”, che con Fede e sincerita’, lodava Dio dicendo: “Non abbiamo mai visto nulla di simile” (v 12b). Anche a noi, oggi, è dato di poter ri-vivere questo Miracolo, nel Sacramento della Confessione! Ma quanta fatica, ancora nel nostro Tempo, a comprenderne il valore, e soprattutto la “necessità “. Anche da parte della Chiesa, in questi ultimi decenni, dopo il Concilio Vaticano II, sono stati fatti sforzi enormi, per stimolarci, incoraggiarci, e farci accostare a questo Sacramento così importante! Infatti, notiamo e consideriamo, che nessun altro Sacramento, ha cambiato così tanti nomi, per poter essere più apprezzato e frequentato dai Fedeli. Prima, infatti, fu chiamato: Sacramento della “Confessione”; poi si pensò di chiamarlo: Sacramento della “Penitenza”; Infine, si pensò di chiamarlo: Sacramento della “Riconciliazione”! Ma, a tutt’oggi, viste tutte le difficoltà ancora in corso (E qui sono consapevole di “osare”!), proporrei che sarebbe bello, (forse piu)) opportuno, quanto auspicabile (E qui, giungo allla mia “ardita proposta!), poterlo finalmente denominarlo: Sacramento della “Gioia
Cristiana”! Sacramento, cioe’, che, misteriosamente, ma realmente, ci restituisce quella Gioia, che il Peccato ci toglie! Da qualche giorno, poi, abbiamo iniziato un nuovo Tempo Liturgico, la prima fase del Tempo Ordinario, che ci porterà all’inizio della Quaresima. Pertanto, come sarebbe opportuno, poterlo iniziare con un “incontro” sincero e personale con Gesù “Misericordioso”: “Che ha il potere di perdonare peccati sulla terra” (v 10), magari con una bella. “Confessione”, dove il Sacerdote- suo Ministro – ci aiuta a ri-Vivere, con l’Assoluzione dei nostri Peccati, il Miracolo che ha restituito tanta gioia e voglia di vivere, al povero paralipico di Cafàrnao! Infatti, siamo consapevoli di essere, un po’ tutti: “paralitici”, a causa dei Peccati. Perciò non perdiamo questa gran bella opportunità, che, oggi, il Signore ci offre. Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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