Commento al Vangelo di oggi

L’AGIRE DI DIO, È PIENEZZA DI VITA.

Papa Benedetto XVI, un giorno ebbe a dire: “Viviamo in un mondo, nel quale Dio non è così evidente da poterlo toccare. Ce ne siamo così tanto allontanati, da non percepire più, la sua presenza!” Percio’ nella prima lettura di oggi, l’Autore della Lettera gli Ebrei, ci ammonisce: “Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori” (Eb 3, 7-8). Antidoto a questo “rischio”. dell’indurimento del cuore, rimane sempre la Preghiera, la sola capace di regalare uno “sguardo sereno” alla nostra vita. Ma ancor più importante, è il bisogno di un’autentica “Conversione”. Chiediamo, pertanto, al Signore, con la stessa fede e fiducia, con cui il lebbroso del Vangelo di oggi (Mc 1, 40-45), si presentò davanti a Gesù, sfidando, tra l’altro, la stessa Legge (Poteva, infatti, essere anche lapidato!), e gli disse: “Se vuoi, puoi purificarmi” (v 40). Gesù, vista la sua grande fede: “Lo supplicava in ginocchio” (v 40a), ne ebbe grande “compassione” (lett. “Patì con lui…, si sentì contorcere le viscere!), perciò gli tende la mano, non ha paura di toccarlo…! Ed è così che: Con le sue mani “monte”, guarisce e purifica “l’immondo”: “Non sono i sani – diceva sempre Gesù – che hanno bisogno del medico, ma i malati, io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mc 2, 17). La Lebbra, malattia dell’impurità, della povertà e dell’emarginazione, considerata quasi una punizione Divina, isolava dalla società e dal resto del mondo. Gesù, guarendo il lebbroso, lo “purifica”, restituendogli non solo la salute, ma gli fa dono di qualcosa, di molto più prezioso: la “Dignità”. Segue, poi, la dura ammonizione di Gesù, che raccomanda a quell’uomo, l’osservanza della Legge, e soprattutto, il “silenzio”: “Guarda di non dire niente a nessuno” (v 44a), perché Lui, Gesù, non ama essere scambiato per un “mago” guaritorno. Ma chi può far tacere un uomo, che ha ricevuto una gioia cosi grande, come essere riabilitato nella Salute e nella Società! Ecco che il poveretto, “si mise a proclamare e a divulgare il fatto…!” (v 45a), creando a Gesù, non pochi problemi: “Tanto che non poteva più entrare pubblicamente in una città” (v 45b). Questo fa sì, che Gesù, debba rivedere il suo progetto iniziale ed evitare le città, quasi, si vede impedito nell’opera di Evangelizzazione. Avvicinandoci alla Fede, anche noi non possiamo cedere ai facili entusiasmi. Il vero discepolato, ha bisogno di tempo e disciplina, necessita, altresì, di una “guida spirituale”, per consigli ed accompagnamento. Anche la nostra vita “muore”, se non si lascia “toccare” dalla Misericordia di Dio. È vero, Lui non fa “violenza” a nessuno, tuttavia, richiede la nostra Fede, poi, sa Lui cosa fare, soprattutto se noi sapremo abbandonare ogni nostra pretesa saccente. A causa del Peccato, siamo tutti “impuri”, ma l’Evangelista Marco, nell’anonimato del lebbroso di oggi, ci vuol far capire, che non ci sono uomini indegni, di essere “toccati” da Dio e dal suo Amore. Anche noi, pertanto possiamo “purificare” le nostre Anime, avvalendoci del Sacramento della Riconciliazione,recuperando in tal modo, quella bellezza interiore, e quella grande dignità, che fa di tutti noi, gioiosi e responsabili Testimoni, della sua Misericordia! Auguro a voi tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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