Commento al Vangelo di oggi

GESÙ GUARISCE E PREDICA.

La pagina Evangelica di oggi (Mc 1, 29-39), ci partecipa, quella che potremmo definire: La “Giornata Tipo” di Gesù – Una parte dedicata alla Preghiera (“Contemplatio”); ed un’altra dedicata alla Sua Missione di predicare: “Con Parole ed Opere” (“Actio”). San Benedetto, poi, tradurrà tutto questo, nel famoso suo Detto: “Ora et Labòra”, cioè: Stare con Dio, nella Preghiera, e con gli Uomini, nel Lavoro. Gesù, pure, oberato da un’attività alquanto faticosa, tuttavia, sapeva distribuire saggiamente il suo tempo, affinché la sua Giornata, avesse un ragionevole equilibrio, tra Lavoro e Preghiera. Anche se in tanti, volevano avvicinarlo: “Tutti ti cercano…”(v 3), Lui preferiva andare “oltre”, predicare altrove, sapeva bene che il popolo, attendeva un Messia nazionalista e liberatore. Ma Lui non ha mai ceduto a questa lusinga, di un Messia “trionfante”, tant’è che proibisce agli stessi demòni, di parlare e svelare la sua vera identità (Lui aspetterà, solo la Croce, per rivelarsi in pienezza!), e solo in tal modo darà a tutti noi un esempio, di come “pagare il costo”, per il trionfo della Buona Notizia del Vangelo nel mondo, ovvero: “Rinnegando” noi stessi, i nostri schemi mentali, le nostre aspirazioni, ecc.! Gesù accoglie e guarisce tutti, ma non vuole diventare Egli stesso un “Idolo”. Sapeva ritagliarsi momenti di solitudine, per stare “in piena Comunione col Padre”: “Al mattino presto si alzò quando era ancora buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto e là pregava” (v 35). Tante volte, tutto questo, rappresenta il nostro “esatto contrario. In quanti momenti vorremmo “accampare scuse” con Dio: Non ho tempo, Signore, per venire a Messa; Ho tanto da fare a casa e al lavoro; Non posso andare in Chiesa!; Ho un’agenda piena di impegni, ecc.! Bèh, ne sono ultra convinto che, se in quell’istante, alzassimo gli occhi al cielo, forse riusciremmo anche a “vedere”, lo sguardo di Dio che “sorride” di noi, ed udremmo, ahimè, anche la sua “risposta”: “Vedi, figlio mio, “Io sono” serio, non puoi permetterti impunemente di prenderti gioco di me, perché: Non si Prega solo, quando sei bisogno, o quando hai il tempo! Per me “devi prenderti” il tempo necessario, perché la Preghiera, è la cosa più importante nella tua vita. Si tratta, allora, di organizzare meglio la nostra giornata, fare tutto sì, con amore e dedizione, sapendo anche come Maria di Betània: “Scegliere la parte migliore” (Lc 10, 42). La Preghiera, infatti, non serve solo per ricevere “qualcosa”, ma per diventare “Qualcuno”, cioè, poter vivere da “figli del Padre vostro, che è nei cieli” (Mt 5, 48). L’Evangelista Marco, oggi ci narra anche, di Gesù, che va a Cafàrnao, ed entra nella casa di Simone, attigua alla Sinagòga, e ne guarisce la Suocera Toccante e significativo, il gesto che caratterizza questa guarigione: “Gesù si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano” (v 31). Un Miracolo, che racconta e manifesta tutta la “vicinanza” e la Misericordia di Gesù, che fa Sua quella sofferenza (“La prende per mano!”), e restituisce, nella suocera di Pietro, anche a ciascuno di noi, la capacita’ di saper “servire”! Servire, soprattutto, quella grande folla, che nel Miracolo di oggi, stava davanti alla porta: (v 33), desiderosa di Ascoltare la sua Voce, bisognosa di “guarigione” fisica e spirituale. Un’Umanità che, pur non essendo dentro la Chiesa (Vedi “la Folla riunita fuori…!”), tuttavia,
attende un gesto di vicinanza, un aiuto concreto, un segno di speranza, in particolar modo, da tutti noi, che ci diciamo: “Seguaci di Cristo!” Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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