
LA FORZA E LA BELLEZZA DELLA SEQUELA.
Oggi inizia, la prima parte del cosiddetto
“Tempo Ordinario”, che precede la Quaresima. Questo aggettivo “Ordinario”, spesso ha indotto tanti in errore, perché gli hanno attribuito un significato improprio, di: “Poco importante”; Un Tempo dimesso; Quasi diremmo di “Serie B”, giusto per usare un linguaggio calcistico. Ma così non è! Ogni Tempo Liturgico, esprime la sua sacralità ed una importanza prioritaria, in quanto ci consente di relazionarci con Dio, e realizzare i noi, il suo Progetto di Salvezza. A conferma di tutto cio’, oggi, la pagina del Vangelo più antico, quello di Marco (Mc 1, 14-20), ci riporta la prima, anche se brevissima, “Omelia” di Gesù: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo (v 15). Giovanni il Battista, è scomparso dalla scena bruscamente, seguendo il destino di tutti gli altri Profeti, per lasciare il posto, al “più forte” di lui. L’attesa è finita, è giunta così, la “pienezza dei tempi” (Gal 4, 4). La vera “pienezza” del Regno di Dio, è la presenza di Gesù, vivo in mezzo a noi, che porta con sé l’Annuncio di Salvezza, che comporta tre cose: Un Invito,
una Chiamata, e una Risposta! Ascoltare e riconoscere la sua Voce, significa accogliere il suo Messaggio, e soprattutto l’invito alla Conversione. Nella lingua greca, questa parola: “Conversione” – “Metànoia -, letteralmente significa: Cambiare rotta, Voltarsi indietro, Fare dietro front, se ci accorgiamo, che la nostra vita, sta percorrendo strade diverse da quelle che ci indica il Signore. È in questo contesto, che oggi, Gesù, con la chiamata dei primi quattro Apostoli: Andrea, e suo fratello Simone, Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, comincia a dare vita, al “primo nucleo”, di quella che sarà, poi, la futura Chiesa. L’invito che Gesù rivolge loro, più che un ordine, sa di una promessa ambiziosa: “Venite dietro a me, mi farò diventare pescatori di uomini” (v 17) E’ cosi’ urgente e pressante questo invito, da non ammettere ripensamenti o indugi: “E subito (Avverbio della “prontezza” biblica), lasciarono le reti e lo seguirono” (v 18). Questo ci dice che, l’incontro personale con Cristo, sconvolge tutti i loro piani, devono lasciare tutto ciò, che finora, ha costituito la loro sicurezza di vita: Le barche, le reti, i garzoni, ecc., per aderire ad un “nuovo” progetto di vita, che li condurrà ad essere “protagonisti”, della costruzione del Regno di Dio. Un’adesione totale alla persona di Gesù, una Fede (Fiducia) così grande in Lui, da superare ogni umana sicurezza, per un cambio di rotta, che manifesta tutta la forza, della sua “attrazione”. Una chiamata, che si ispira nella Bibbia, alla chiamata di Elisèo, quando Elìa gli buttò addosso il suo mantello: “Quello (Elisèo, appunto!), lasciò i buoi e corse dietro ad Elìa” (1Re 19, 20). Anche per noi, questo “Tempo”, può rappresentare una grande opportunità, un momento favorevole, per la nostra generosa risposta a Gesù, che esige da noi una “Sequela” pronta e coraggiosa, ma soprattutto, un distacco radicale: Non confidare nelle ricchezze umane (Mc 10, 21); Abbandonare la strada di sentirsi “superiori” agli altri, ovvero la strada del dominio e del potere (Mc 9, 35); Eliminare ogni “falsa idea” che ci siamo fatti di Dio, a difesa dei nostri privilegi (Mc 7, 8-13), e soprattutto, saper vivere la logica della Croce (Mc 8, 34), fino a saper “riconoscere” Dio, negli ultimi e negli emarginati (Mc 15, 39). Ci conceda il Signore, pertanto, di rispondere prontamente alla sua chiamata, perché oggi nel mondo, più che mai, c’è tanto bisogno di “Operai nella sua Messe!”. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
