Commento al Vangelo di oggi

VENNE FRA I SUOI, E I SUOI NON LO HANNO ACCOLTO.

In questa II Domenica dopo Natale, ci viene presentato Il meraviglioso Prologo, del Vangelo di Giovanni (Gv 1,1-18), che ci fornisce, in una forma poetica
davvero suggestiva, la “sintesi” di tutti gli elementi che saranno, poi, sviluppati nel suo Vangelo, con un ritmo reso solenne, dai tanti parallelismi, somiglianze, ripetizioni, che quasi, vanno ad assumere la forma di “cerchi concentrici”, dove il punto centrale (il v 14a), dà valore a tutto questo Tempo del Santo Natale: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi!” Un po’ come la “Chiave di Violino” (per chi s’intende di musica!) che, posta all’inizio di uno Spartito, aiuta a capire come suonare e meglio cantare, l’intero Brano!

Così Dio, ha voluto che suo Figlio condividesse la nostra vita, in tutte le tappe che la caratterizzano: Accoglienza in un seno materno, nascita, crescita, morte (e Risurrezione!): “Abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità” (v 14b).

Questo perché Dio, nella sua infinita Sapienza e Misericordia, ci ha resi partecipi della sua Vita Divina, dove Cristo stesso è posto all’origine della nostra “Genealogia” di Redenti, a ricordarci che siamo stati creati a immagine di Dio: “Immagine distrutta, poi, in Adamo, ma ricostruita in Cristo”, ci dirà San Leone Magno!

Allora ci chiediamo: “Qual’è la nostra risposta al suo Santo Natale? Sì, è vero: Abbiamo preparato i Presepi nelle nostre case, addobbato gli Alberelli con tante luci…, ma il Signore ci chiede altro! Infatti, paradossalmente, verosimilmente in tanti, hanno celebrato il Santo Natale, con Feste e Cenoni, insieme a tanti amici, ma senza il “Festeggiato”, il povero Gesù, che è rimasto lì, in quella povera Mangiatoia di Betlemme, desideroso di poter condividere la sua Gioia, anche con noi tutti. Forse, ci siamo solo accontentati, di dare un bacio, in Chiesa, al Bambinello Gesù di porcellana, esposto davanti all’Altare…!

Ma forse, è il caso di svegliarci! Non possiamo limitarci ad essere i soliti bravi “Natalini” o “Pasqualini”, che ormai, ahimè, rappresentano la categoria “Clou” dei presunti Cristiani. All’Amore, sappiamo, si risponde sempre con l’Amore!

Non basta “solennizzare” le nostre belle Liturgie in Chiesa, scambiando molte volte la Fede, con le nostre “fissazioni religiose”: “Abituati a sedersi sempre in quel posto in Chiesa” (e “guai a chi me lo tocca!”), fissati poi, in tanti “devozionismi” sterili, che garantiscono solo (pseudo) tranquillità e serenità, quando, poi, da vere “cape toste” (Alias: “Gente di dura cervìce” – Es 32, 9), rimaniamo sempre gli stessi: Pieni di tristezza, di lamentele, di vizi, rancori, e soprattutto, da candidati all’Oscar dei “pettegolezzi!” Ma il Signore, non sa che farsene di tutto questo! Tutt’altro! Lui vuole che in questo nuovo Anno, noi si possa (tanto per usare un linguaggio moderno!), “resettare”, la nostra vita, con una carica di Fede autentica, proponendoci di essere “perseverenti”, nell’accostarci alla vita di Grazia, nella frequenza dei Sacramenti: la Riconciliazione e la S.Comunione, dedicandogli anche, un po’ di tempo in più nella Preghiera e nell’Ascolto della sua Parola.

Apriamoci, pertanto, alla dimensione gioiosa del “ringraziamento”, per tutti i doni, che ogni giorno, il Signore ci dà
(Spesso, diciamocelo, anche “immeritatamente”). Ed anche se “Dio nessuno l’ha mai visto” (v 18a), tuttavia, solo così, sapremo “riconoscerlo” nei Poveri e nei Sofferenti, sapremo dare anche un “bacio” e una buona parola, ad un povero emarginato, profugo, anziano solo e abbandonato, con la consapevolezza che quel “bacio”, e quella carezza, l’avremmo data e fatta a Lui: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).

In tal modo, potremo anche gioire con San Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Gal 2, 20). Sono queste le vere “Luminarie”, che siamo chiamati ad accendere nel nostro cuore, già all’inizio di questo nuovo Anno, ovvero, le Luci del concreto Amore di Dio: “A quanti lo hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (v 12).

Pertanto, buona Domenica a tutti, e rinnovati Auguri di un Buon inizio d’Anno.

don Michele Romano

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