
Nel brano Evangelico di oggi (Gv 1, 29-34), il Battista indica Gesù, come: “l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (v 29). Tuttavia, il verbo “Togliere”, non dobbiamo certo intenderlo nel senso di “elimina”, ma nel senso latino del termine, che va tradotto con:
“Prendere su di sé”, ovvero: Gesù, non “sradica”, non “toglie” il male dal mondo,(diversamente non avremmo più le sue tragiche “conseguenze”, quali: la Sofferenza, in primis, e la Morte!), ma “ne porta il peso”, si fa carico della vita di ognuno di noi, per Salvarci, senza tuttavia esimere nessuno dai problemi, dalle fatiche, dalla sofferenza e dalla morte. Lui, sottoponendosi a tutto questo, condividendo, cioè, la nostra natura umana, ci ha mostrato “la strada” da percorrere, in questo nostro “Pellegrinaggio terreno”! È la strada dell’Amore…, Iniziata col nostro Battesimo, e che ci porterà fino alla futura Risurrezione. Secondo l’esegesi Biblica, pertanto, sarebbe ottimale Pregare così: “Agnello di Dio, che hai preso su di te, i peccati del mondo (Ovvero: :che ti sei caricato dei nostri peccati”), abbi pietà di noi! È interessante notare anche, come Giovanni, vedendo Gesù, che gli veniva incontro, lo riconosce proprio, quale “Agnello di Dio!” Con questa designazione del Battista, anche l’Evangelista Giovanni, richiamandosi ai brani del “Servo sofferente” di Isaia, l’Innocente che “porta su di sé” il peccato dell’Umanità: “Egli portava il peccato di molti, ed intercedeva per i colpevoli” (Is 53,11); Ed ancora: “Si addosserà le loro iniquità” (Is 53, 12), ci presenta Gesù quale “Agnello, – Servo, che “si addossa” le colpe degli uomini e comunica loro la Vita nuova, con la sua morte in Croce!
Anche nella sua Prima Lettera, Giovanni, scriverà: “Il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato” (1Gv 1, 7c). Anche con l’espressione: “Il peccato del mondo”, Giovanni vuole insegnarci che rappresenta, non tanto i Peccati in sè (Fosse anche un Peccato in particolare, o la Totalità di essi), ma quella mentalità sbagliata del mondo, che si oppone a Dio! In fondo, a pensarci bene, è proprio questo “grave rifiuto”, questo allontanamentoda Dio, che costituisce la causa di ogni peccato. Ecco perché Gesù, condividendo la
nostra “condizione umana”, non ha assunto la posizione di Messia politico- trionfatore, ma quella del Messia “umile e sofferente”, lontano da ogni successo e clamore…, e per questo non è stato nè capito, e nè tantomeno accettato dagli uomini: “Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto” (Gv 1, 11). Infine, al Battista, sarà svelato il mistero del Figlio di Dio, proprio al Giordano, dove egli vede “Lo Spirito dicendere e rimanere (su di Lui), come una colomba dal cielo” (v 32). Qui la “Colomba”, è immagine del Popolo di Israele. Ma lo Spirito che scende, “sotto forma di colomba”, diviene, soprattutto, “Simbolo” dell’Annuncio della nascita del “Nuovo” Israele di Dio, che inizia proprio con Gesù, in maniera piena e stabile, fonte perenne di Salvezza per tutti i futuri discepoli: “E la gente andava a farsi battezzare” (Gv 3, 23b). Concludendo, penso ognuno di noi, nella sua vita, certamente, almeno una volta, avrà avuto la prova concreta dell’esistenza di Dio, così come Gesù ce l’ha rivelato! Ed allora, come sarebbe bello ed auspicabile, poter “sperimentare”, anche nella nostra vita, quanto dichiarato dal Battista: “E io ho visto e ho testimoniato, che questi è il Figlio di Dio” (v 34). Gli Auguri più cordiali, pertanto, per un sereno cammino di vita, ricco di Fede e di Speranza.🙏❤️🙆🏻♂️
don Michele Romano
