Natale del Signore: l’Arcivescovo Maurizio presiede la Messa del Giorno nella Cattedrale di Rossano


Rossano, 25 dicembre – Nella serata del Giorno di Natale, dopo aver presieduto la celebrazione mattutina nella Concattedrale di Cariati, l’arcivescovo Maurizio ha celebrato la Messa del Natale del Signore nella Cattedrale di Rossano, gremita di fedeli giunti per condividere la solennità della nascita di Cristo, tanti gli emigrati presenti.

Al centro dell’omelia, il cuore del mistero del Natale: «Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio» (Is 9,5). Una parola, ha sottolineato l’Arcivescovo, «semplice e vertiginosa insieme», perché in quel bambino Dio stesso entra nella storia dell’umanità, scegliendo di farsi vicino, di condividere la vita concreta degli uomini e delle donne di ogni tempo.

Richiamando il Prologo del Vangelo di Giovanni – «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» – l’Arcivescovo ha evidenziato come il Natale del giorno conduca oltre l’immagine silenziosa del presepe notturno, portando al cuore della fede cristiana: un Dio che non resta lontano, ma prende carne nella nostra vita e chiede di essere accolto nelle scelte quotidiane.

Nel contesto della conclusione dell’Anno Santo della Speranza, mons. Maurizio ha invitato la comunità a uno sguardo di gratitudine per il cammino compiuto e di responsabilità per il futuro, ricordando che la speranza cristiana non è un’idea astratta né un ottimismo ingenuo, ma ha un volto preciso: Gesù Cristo, il Figlio donato all’umanità.

Riferendosi alle letture bibliche, l’Arcivescovo ha richiamato l’annuncio di pace e di salvezza che attraversa tutta la Scrittura e che oggi risuona con forza in un mondo segnato da guerre, ingiustizie e paure. Dio, ha affermato, sceglie la via più disarmata e insieme più potente: quella di un bambino, portatore di un potere che non opprime, ma salva attraverso l’amore, la misericordia e la pace.

Particolarmente forte l’invito finale a diventare “lievito” nella società: lievito di pace e di speranza, capace di trasformare il mondo dall’interno attraverso il dialogo, la costruzione di ponti, il rifiuto dell’odio e della rassegnazione. «Il Natale – ha ricordato – non è solo da contemplare, ma da accogliere», perché a quanti accolgono Cristo è dato il potere di diventare figli di Dio.

Concludendo, l’Arcivescovo ha affidato ai fedeli un impegno semplice e concreto: portare il Natale nella vita di ogni giorno, lasciando che il Figlio dato a noi plasmi pensieri, relazioni e scelte. «Non siamo spettatori del Natale – ha detto – ma coinvolti. La salvezza che celebriamo oggi passa anche attraverso di noi».
La celebrazione si è conclusa con l’augurio di un Natale vissuto come presenza viva di Dio nella Parola, nell’Eucaristia e in ogni gesto autentico di amore, perché tutta la terra possa davvero vedere la salvezza del nostro Dio.

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