Commento al Vangelo della notte di Natale

È GESÙ…!
È NATO!
(Commento al Vangelo della Santa Notte, nel Natale del Signore).

Per il Figlio di Dio, “Signore dello Spazio – scriveva già San Girolamo – non c’è stato spazio, dove poter essere accolto: “Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto” (Gv 1, 11), così dovette riparare e nascere nell’umiltà di una stalla (Lc 2, 1-14).

Ma la Fede, di questa “speciale Notte”, ci porta a riconoscere Dio presente in tutte le situazioni di sofferenza e di smarrimento! I passi di Giuseppe e Maria, “nascondono” – divenendone metàfora- i tanti passi di milioni di nostri fratelli, in preda alla disperazione, che sono costretti a partire, se non a “fuggire”, dalle loro terre, obbligati a separarsi dai loro cari, espulsi spesso con violenza delle loro case, rischiando la vita per terra o per mare, pur di sopravvivere ai potenti del nostro mondo, e agli “Erodi” di turno, tiranni senza scrupoli, che per sete di potere, o per accrescere le loro ricchezze, non si fanno problema alcuno, a versare ancora oggi, “il sangue innocente”.

Ma Dio, per realizzare la sua Storia di Salvezza, non sceglie i “potenti”, bensì gli umili, i poveri: Maria, Giuseppe, i Pastori, e l’insignificante borgata di Betlemme, come dire: una vera marginalità, un decentramento, rispetto ai centri del potere politico e religioso. Gesù “viene alla Luce”, per un meraviglioso e salvifico Progetto di Dio, è deposto in una mangiatoia, su un giaciglio di paglia, proprio come un figlio di persone “escluse” dall’ospitalità, di poveri pellegrini in cerca di una dimora! Messo così, ma chi poteva riconoscerlo?

La scelta dell’Angelo, di rivolgersi a un pugno di pastori – considerati tra l’altro, “impuri” per quel tempo, ed esclusi da ogni relazione sociale – , ci ricorda che la povertà e l’umiltà, sono i criteri essenziali, per discernere e “riconoscere” la presenza di Dio in mezzo a noi. Ancora oggi, in tanti, si “scandalizzano” di questa verita’ ( proprio come l’Antico Israele), perché vedono “deluse” le loro attese, sempre alla ricerca di “segni e prodigi”, quasi a chiedersi: “Ma dove è la Potenza di Dio?” “Per noi Cristiani – scriverà Enzo Bianchi – , Dio si è manifestato nel legno di una mangiatoia per nascere, e si farà vedere sul legno di una Croce per morire.

Solo Gesù, che ha saputo condividere tanta sofferenza con la sua venuta nel mondo, oggi dà a tutti, il vero documento di “Cittadinanza”: “Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo, per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Gv 3, 16-17). Il Santo Natale, pertanto, è “la prova suprema dell’Amore di Dio per gli uomini” (Tit 3, 4). Quale, dunque, la nostra risposta, a tanto Amore? Siamo soliti dire, che: “Amor, con Amor si paga!” La Gratitudine, pertanto, sarà l’ornamento più bello, intorno ad ogni Presepio. L’Amore – dirà il sommo Poeta, Dante Alighieri – “Amor ch’a nullo amato, amar perdona!” Questo ci dice che, chi si sente Amato, non risparmia di “Ri-Amare” a sua volta. Tuttavia, Gesù ci chiede che questo Amore, bisogna che si traduca in gesti concreti di accoglienza: Soprattutto verso i più poveri e i sofferenti, nella convinzione che quanto diamo o facciamo loro, fosse anche un piccolo aiuto concreto, una parola buona, una visita. affettuosa, fosse anche un solo sorriso, “l’avremmo dato o fatto a Lui” (Mt 25, 40). Sarà tutto questo, a rendere “Gioioso” e “Vero”, carico di significato, il Natale di Cristo Gesù, nostro Signore. Auguri, pertanto, a tutti di vero cuore, sempre forieri di Luce e di Pace. Buon Natale a tutti.

don Michele Romano

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