
GIUSEPPE, ASSICURA LA DISCENDENZA
“DAVIDICA” A GESÙ.
Oggi, l’Evangelista Matteo, presentandoci la genealogia di Gesù (Mt 1, 1-17), ci sta dicendo che Gesù, è un uomo “vero”, preceduto da un passato “familiare”, da una storia comune, fatta di luci ed ombre, grandezze e fragilità!
Questo vale anche per ognuno di noi, nel senso che, venendo in questo mondo, non “spuntiamo” dal nulla, ma portiamo con noi, una lunga storia di persone, che ci hanno preceduto.
Certo ogni storia familiare, non è sempre solo fatta di “rose e fiori”, ci saranno sempre negatività e scandali, che hanno caratterizzato i nostri antenati.
Lo stesso possiamo constatare nella Genealogia di Gesù: Peccati, come il suicidio di Davide; l’idolatria di Salomone; la prostituzione di Ràhab!
Ma non sono mancati i momenti di grazia e fedeltà a Dio, come le figure di Giuseppe e Maria, “dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo (v 16b).
Tuttavia, ci dice San Leone Magno: “A nulla serve riconoscere nostro Signore come figlio della Beata Vergine Maria, e come uomo, vero e perfetto, se non lo si crede discendente di quella stirpe, a Lui attribuita nel Vangelo: “Figlio di Davide”!
Giuseppe è il padre “legale” di Gesù, ed è proprio per lui, che Egli appartiene legalmente alla discendenza Messianica di Davide. Infatti, Giuseppe, era della “Stirpe di Davide”, ed essendo Davide di Betlemme, ecco che, per il censimento (In quanto la Legge prevedeva, che doveva essere fatto nelle città di appartenenza!), Maria e Giuseppe, dovettero recarsi a Betlemme, dove poi nascerà Gesù.
“Ma Lui, Gesù, viene da altrove – ci dice Papa Benedetto XVI- “Viene da lassù! Solo Dio, è suo Padre, in senso proprio”.
Il Vangelo di oggi, che inizia con un lungo ed apparentemente monotono elenco di nomi: la “Genealogia di Gesù”, vediamo che, alla fine, tutto converge su Gesù: alfa e omega, principio e fine della storia.
Ma ci insegna anche, che nella nostra vita dobbiamo anche saper leggere, i “segni” dei tempi, legando la nostra storia alla volontà di Dio, anche quando non riusciamo a comprenderla pienamente, e nel contempo Dio alla Storia
(Del resto, soliamo dire che: “Non si muove foglia, che Dio non voglia!”).
Ed è proprio perché gli eventi raccolti e narrati nella Bibbia, sono stati sempre letti, alla luce della volontà di Dio, che diventano “Storia Sacra”, Storia di Salvezza e di Redenzione.
La venuta di Gesù, ormai prossima, rappresenta non la “fine”, ma il “fine” della storia, delle “attese” di Israele e della Chiesa.
Interessante, anche notare, come nella Genealogia del Vangelo secondo Matteo, ci sia la presenza massiccia del verbo “generare”.
Tuttavia, questo verbo, dall’attivo “generò”, usato in tutta la Genealogia, fino a Giuseppe, quando arriva a Maria, diventa “passivo”: “È nato” – Gesù -, come a dire: ormai, non è più l’uomo il soggetto della “Generazione”, ma è lo Spirito Santo di Dio.
Il Natale diventa, così, per ciascuno di noi dono e mistero.
A tutti, auguro sempre di cuore, un gioioso cammino di Avvento.
don Michele Romano
