Mons. Satriano commenta la fusione

Desidero, in punta di piedi, complimentarmi con quanto il popolo di Corigliano e Rossano ha vissuto domenica scorsa. Il processo democratico di consultazione, se pur animato da tante realtà politiche e civiche, ha avuto come protagonisti cittadini che hanno desiderato con libertà di adesione e di dissenso formulare il proprio punto di vista, senza facili seduzioni a breve termine o ricatti lavorativi. Non abbiamo assistito a persone traghettate al voto da interessi di parte, ma solo a uomini e donne che animati da un desiderio e da un sogno diuturno hanno voluto indicare una strada preferenziale, tutta da costruire. Auspico che la politica istituzionale, Regione e Comuni, sappia con saggezza e celerità offrire una guida autorevole ad una progettazione concreta, dove non si scateni l’assalto alla diligenza a cui da tempo siamo abituati, ma si sviluppi un percorso condiviso, sereno e proficuo in cui venga coinvolta la società civile di giovani in particolare. Le risposte alle attese non tardino e siano foriere di un nuovo profumo di socialità, di civiltà, di speranza. A tutti l’augurio più caro e l’invito a metterci la faccia con il desiderio di costruire un futuro migliore per i nostri figli. Usciamo con decisione dalla logica dell’io e della delega, e costruiamo con coraggio e audacia un nuovo tempo in cui ci sia un “noi”, deciso e voluto, con cui abitare questo tempo che ci è dato. Essere la terza Città della Calabria ci porti non a fatui motivi d’orgoglio ma ad accettare la sfida di un nuovo modo di abitare tempo e spazio per essere segno di un cambiamento possibile nel più ampio scenario della nostra martoriata Regione. Auguri a tutti e buon lavoro. + Mons. Giuseppe Satriano

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